BANCHE. Mutui, Adiconsum: meno 33% di richieste

Rispetto al mercato europeo le domande di mutui sono ancora positive ma attenzione: le domande scendono del 33%. E sempre più famiglie non riescono ad onorare le rate del mutuo. È necessario dunque intervenire tornando ad alimentare il Fondo prima casa del Ministero dell’Economia e il Fondo acquisto prima casa per le giovani coppia varato dal Ministero della Gioventù. È quanto afferma Adiconsum commentando i dati resi noti dall’Abi oggi.

Afferma il Segretario Generale Pietro Giordano: "Il dato positivo del +5% del numero di mutui erogati in Italia rispetto agli altri Paesi europei, rilevato dall’Abi, si spiega facilmente con la cultura degli italiani del bene casa. L’Abi non ha però diffuso i dati del trend delle domande di mutuo che, invece, è sceso del 33%. Questo dato evidenzia le difficoltà delle famiglie italiane nell’accendere il mutuo e come le banche abbiano stretto i "cordoni della borsa", riducendo la percentuale del mutuo erogato (mediamente del 60% rispetto all’80% massimo), aumentando i tempi di erogazione e richiedendo maggiori garanzie".

L’associazione "nel ribadire il proprio NO alla possibilità per le banche di vendere all’asta le case di coloro che non riescono a far fronte alle rate di mutuo, chiede all’Abi di lasciare la casa destinata ad essere venduta all’asta, in affitto per un periodo di 5 anni. Ciò darebbe respiro alle famiglie e al contempo realizzerebbe introiti per le banche. Adiconsum – continua Giordano – propone la realizzazione di un Fondo di solidarietà alimentato con somme (ad es. 100 euro), per metà a carico dei mutuatari e per l’altra metà a carico delle banche, e anche da fondi pubblici già esistenti. Questo per scongiurare la stipula da parte delle famiglie in stato di bisogno di polizze assicurative con premi altissimi per coprire il rischio d’impresa delle banche".

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