BANCHE. Nuovo scontro Abi-Consumatori sui costi c/c e tassa contante

Dopo le continue accuse, arrivate da più parti, sui costi troppo elevati dei conti correnti italiani e dopo le numerose denunce fatte dalle Associazioni dei consumatori in merito ai comportamenti scorretti e poco trasparenti degli istituti bancari (ultima è la "scoperta" della tassa sul contante), l’Abi (Associazione bancari italiana) torna a difendersi.

Ieri, in audizione alla Commissione Prezzi al Senato, il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, ha precisato che la commissione sul prelievo contante allo sportello non viene applicata nella maggior parte dei conti correnti: in 8 c/c su 10 e per prelievi di importi superiori a 500 euro non si applica alcuna commissione. E, se la commissione viene applicata, è pari in media a 1,6 euro. Sabatini ha giustificato la commissione per gli importi inferiori a 500 euro che potrebbero essere tranquillamente fatti al bancomat automatico.

Il direttore dell’Abi ha anche detto che tra il 2006 e il 2011 il costo medio annuo del conto corrente bancario è diminuito del 26% e a dicembre 2010 risultava pari a 114 euro; tra giugno 2010 e dicembre 2010, si è osservata una diminuzione dell’1,7%. E chi usa internet può avere un risparmio addirittura del 30%: il costo medio annuo del conto corrente é pari a 129 euro per l’uso allo sportello e a 97 euro per l’uso tramite internet. Sono in diminuzione, secondo l’Abi, anche i costi medi delle singole operazioni (-30% rispetto a dicembre 2004). I prezzi dei servizi finanziari, che comprendono oltre al costo del conto corrente, bancario e postale, anche le spese per i servizi di finanziamento e di investimento, sono aumentati, nell’ultimo quinquennio (2006-2011), di appena il 3,3%, al fronte di aumenti molto più elevati di settori come i trasporti (+9,5%), l’istruzione (+9,7%) e l’elettricità e i carburanti (+5,1%).

Come era prevedibile, un coro di voci contrarie ha contestato i dati dell’Abi. Secondo l’Adoc, l’85% degli istituti applica una commissione per il prelievo allo sportello e, di questi, tutti la applicano per importi fino a 500 euro. Per l’Associazione è grave che tale commissione venga applicata anche a conti correnti esistenti da decenni e a conti correnti convenzionati, in cui sono escluse determinate spese e per cui viene modificata la loro stessa natura. I clienti, anche e soprattutto quelli multi decennali, non devono essere costretti a cambiare conto in conseguenza di modifiche unilaterali del contratto sul prelievo dei propri soldi allo sportello.

Inoltre, secondo l’Adoc, si fa un danno soprattutto alle persone anziane, che incontrano serie difficoltà a prelevare via bancomat o carta di credito e a eseguire operazioni online, ed agli abitanti dei piccoli paesi, dove è spesso difficile trovare un bancomat e, se presente, non è raro trovarlo inutilizzabile. La commissione sul prelievo è un danno anche alla luce del fatto che i sistemi di pagamento elettronici a volte non vengono accettati dagli esercizi, obbligando i clienti a prelevare preventivamente. Oltre a quest’onere, che l’Adoc ritiene vessatorio e inaccettabile in quanto modifica unilateralmente i contratti in essere, si aggiunge l’obbligo di prenotare il prelievo il giorno precedente allo stesso. L’Associazione è concorde nell’adottare iniziative relative alla diffusione di strumenti di pagamento diversi dal contante, purché questi non vengano gestiti in maniera penalizzante o eccessivamente onerosa per i consumatori.

Il Codacons contesta i dati sul calo dei costi dei c/c e avverte che, rispetto al 2010, si prevede anzi un aumento di 28 euro a famiglia, per via dei nuovi balzelli che le banche hanno introdotto ormai da settembre 2010: dalla ormai nota commissione per ogni prelievo allo sportello (ad es. 2,50 euro), al balzello (ad es. 1 euro al mese) se non si fa almeno una operazione di bancomat al mese, dal canone mensile (ad es. 17 euro trimestrali) se sul conto corrente si scende sotto una certa giacenza media, all’aumento del costo del carnet assegni, spesso raddoppiato ed in alcuni casi passato da zero a 2,90 euro. Per il Codacons "l’Abi prende in giro il Parlamento italiano, sparando cifre fantasiose ed ottimistiche che non risultano a nessuno". L’Associazione ricorda che questi dati non risultano alla Commissione europea, secondo la quale il costo dei conti correnti in Italia non solo e’ il più alto d’Europa, ma è anche pari a 253 euro contro i 112 della media europea.

Per Elio Lannutti, Presidente dell’Adusbef e capogruppo dell’Idv in Commissione Finanze al Senato "le affermazioni del signor Sabatini sul calo dei costi di gestione dei servizi bancari, oltre ad essere destituite di ogni fondamento, sono offensive per milioni di consumatori tartassati: l’Abi mente sapendo di mentire".

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