BANCHE. OPA Lactalis su Parmalat, favorevoli e contrari

L’offerta pubblica d’acquisto (OPA) di Lactalis sulla Parmalat ammonta a 2,6 euro per azione e incorpora un premio di quasi il 13% rispetto al prezzo ufficiale del titolo registrato il 21 aprile (quando aveva chiuso a 2,3 euro). L’OPA interessa quindi l’intero capitale dell’azienda. Lo rende noto oggi la società francese motivando l’operazione "anche a seguito del mutato quadro normativo successivo all’acquisto della propria partecipazione del 28,969%".

Il lancio dell’OPA ha fatto scattare una serie di reazioni da parte delle Associazioni dei consumatori. Secondo Federconsumatori e Adusbef ora rimane solo una cosa da fare: "mettere in campo un’offerta ancora più positiva da parte di una cordata italiana al fine di mantenere ora ed in prospettiva nostre grandi aziende che insistono in un settore strategico quale quello dell’Agroalimentare".

"Noi non siamo innamorati dell’italianità – dichiarano i Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosaio Trefiletti ed Elio Lannutti – tanto è vero che abbiamo sempre auspicato, ad esempio, che nel nostro paese si insediassero banche e assicurazioni straniere, perfino australiane, ma nel settore Agroalimentare riteniamo fondamentale la presenza di poli produttivi importanti per sostenere ed implementare il Made in Italy nel contesto internazionale. Certo è che, in questi anni, siamo stati di fronte a una carenza totale di politiche industriali degne di questo nome con gravi ricadute del nostro contesto produttivo. Ciò renderà molto difficile e complicato, dopo l’intervento Lactalis, realizzare concretamente interventi finanziari così rilevanti e oltretutto supportati da una reale strategia industriale. Ma la sfida – concludono Lannutti e Trefiletti – deve essere messa in campo, al fine di dare anche segnali di una modifica degli atteggiamenti passivi che sin qui hanno caratterizzato tutto il contesto economico del nostro Paese ".

Di parere diverso è l’Aduc, secondo cui l’italianità di Parmalat non interessa ai consumatori. L’Aduc ricorda la vicenda di Alitalia, in cui è stata invocata di nuovo l’italianità dell’azienda. "Salvare l’italianità di Alitalia – scrive l’Aduc – è costata, e costa, al contribuente italiano la modica cifra di 3,2 miliardi di euro, in aggiunta ai 5 miliardi e 187 milioni di euro tra ricapitalizzazioni e prestiti".

Per salvare l’italianità di Parmalat il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, vorrebbe intervenire anche con la Cassa Depositi e Prestiti, cioè con i soldi dei contribuenti. Ma, secondo l’Aduc, ai consumatori interessa il prodotto migliore al minor prezzo e questo si ottiene con la concorrenza, se questa non c’è si hanno i monopoli a tutto danno del cittadino consumatore. Ma il "sistema Italia" non è appetibile e non conviene investire nel nostro Paese. Su questo dovrebbe intervenire il governo, in primis, per tagliare lacci e lacciuoli che impediscono all’Italia di decollare. Invece il nostro governo si muove in direzione esattamente opposta. L’Aduc giudica, dunque, positivo l’interesse di Lactalis, per aumentare la competitività del nostro Paese.

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