BANCHE. Occupazione, Abi: “Lavorare per creazione dell’Europa dei diritti”

"Una concreta politica del lavoro non può pensare di accantonare la riforma Biagi che sta consentendo di affrontare la questione occupazionale con strumenti flessibili, ma non di precarizzazione". Lo ha dichiarato oggi a Roma il Direttore centrale dell’Abi, Giancarlo Durante, durante il convegno "HR 2006: Banche&Risorse Umane" chiedendo "un’attenta valutazione delle reali possibilità del mercato del lavoro che deve tener conto, in una prospettiva pienamente europea, di concorrenti in grado di operare secondo regole più agili. È necessario il mantenimento di scelte di politica economica che consentano alle imprese, anche quelle bancarie, di creare buona occupazione per evitare il rischio di scavare un solco sempre più forte fra vecchi e nuovi occupati, fra Stati della vecchia e della nuova Europa".

Il passaggio successivo alla creazione di uno dei maggiori mercati del lavoro al mondo, a seguito dell’allargamento della Ue, è la costruzione dell’"Europa dei diritti". "È necessario superare la dimensione nazionale del diritto del lavoro – ha aggiunto Durante – ormai inadeguata ad affrontare i delicati problemi che derivano dalla complessità delle strutture organizzative e funzionali cross border"

Analizzando le questioni dell’occupazione giovanile, della flessibilità, della qualità del lavoro e gli obiettivi di miglioramento nella gestione delle risorse umane, elementi chiave per il rilancio della competitività in Europa, il responsabile del settore sindacale dell’Abi, Giorgio Mieli, ha ricordato che "su questi temi si sono confrontati Abi e sindacati per realizzare nel 2005 l’accordo sull’apprendistato in banca per stimolare nuova occupazione. Nel necessario confronto con le dinamiche europee, abbiamo proposto un ‘via italiana’ all’accesso dei giovani nel mondo del lavoro. Si tratta di una soluzione che permetterà, infatti, di coniugare le esigenze della flessibilità e di contenimento del costo del lavoro e offrire reali opportunità occupazionali a giovani qualificati".

Sulla base delle prime stime Abi, saranno 5.000 all’anno i giovani che avranno la possibilità di entrare nel settore creditizio. I profili professionali degli apprendisti individuati nelle intese nazionali riguardano gli addetti operativi e commerciali, gli operatori di banca telefonica, gli assistenti alla clientela: in tutto nove figure professionali che non escludono la possibilità di rivolgersi anche ai laureati, sfatando nei fatti la convinzione che l’apprendistato sia rivolto a fasce di lavoro scarsamente qualificate.

"L’efficace gestione delle risorse umane, quindi, al centro degli obiettivi delle banche", come ha sottolineato il Direttore centrale dell’Abi, Gianfranco Torriero, intervenendo sul tema delle "risorse e gestione dei talenti": "La direzione delle risorse umane nelle banche – ha concluso Torriero – sta modificando il baricentro delle proprie attività in stretta connessione tra i nuovi obiettivi delle imprese bancarie e una gestione delle risorse finalizzata all’accrescimento delle competenze e della professionalità. In particolare, una grande importanza è rivolta alle nuove figure che si stanno affermando, nell’ottica di una crescente attenzione alle relazioni con la clientela".

 

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