BANCHE. Oggi e domani il convegno annuale dell’Abi: politiche per i giovani e attenzione ai costi

Le banche italiane si trovano di fronte alla necessità di un nuovo modello di politiche gestionali, che si inseriscano in un’ottica di competitività globale, attraverso una maggiore trasparenza e razionalizzazione. Per coniugare buona occupazione con flessibilità e produzione, vengono ripensati i modelli organizzativi e retributivi e ci si avvicina all’importante appuntamento del rinnovo del contratto collettivo nazionale.

Di questo si è parlato oggi a Roma al sesto Convegno annuale dell’Abi "HR2011 – banche e risorse umane: crescere in equilibrio tra flessibilità ed efficienza", aperto dal Direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini. Nel corso del convegno è stato evidenziato che nonostante il particolare contesto economico, le banche italiane hanno compiuto uno sforzo straordinario per sostenere famiglie e imprese riuscendo a "tenere" sul piano delle stabilità senza pesare sui conti pubblici. Per tutelare questa capacità di tenuta, le banche devono avviare un processo di sviluppo sostenibile e di contenimento dei costi e per questo sarà importante il contratto collettivo che, come già avvenuto in passato, è uno strumento che consente di governare opportunamente le svolte organizzative e produttive del sistema creditizio.

L’obiettivo del convegno è quello di fornire spunti di riflessione per ridefinire politiche che contribuiscano, soprattutto attraverso il dialogo con Governo e Parti sociali, alla crescita dell’economia del Paese e alla ripresa dell’occupazione, soprattutto dei giovani. Per ciò che riguarda strettamente l’HR in banca, occorre ricordare che la gestione efficace ed efficiente dell’organizzazione aziendale e dei suoi processi produttivi è fondamentale, in un momento di estrema attenzione ai costi, per liberare risorse da investire nello sviluppo dell’impresa stessa e del suo personale. Adeguare la gestione delle risorse umane ad un contesto macroeconomico che richiede nuove strategie per lo sviluppo significa, soprattutto, puntare sulle relazioni sindacali mature e sul consenso sociale, quali tasselli fondamentali per affrontare i cambiamenti del mercato del lavoro. Di questo si parlerà domani 17 maggio ed è previsto un intervento di Maurizio Sacconi – Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Comments are closed.