BANCHE. Oggi in vigore importanti novità sulla trasparenza bancaria

Oggi entrano in vigore di alcune norme in tema di trasparenza bancaria, previste dal Decreto Legislativo n.141 del 13 agosto 2010. Lo ricorda il Centro Tutela Consumatori e Utenti di Bolzano che sottolinea la novità più importante introdotte dal decreto: quella sullo "ius variandi" nei contratti bancari, regolato dall’art.118 del Testo Unico Bancario. Per ius variandi si intende il diritto di una delle due parti di un contratto di modificare unilateralmente una o alcune delle condizioni del contratto stesso. Nel caso dei contratti bancari è la banca che detiene questa facoltà e la clausola è spesso, di fatto, imposta dalla banca senza che il consumatore possa fare molto.

Il legislatore ha rivisto l’art. 118 ed ha stabilito una distinzione fra contratti a tempo indeterminato (es. un conto corrente o un’apertura di credito senza scadenza) e quelli a tempo determinato o di durata (es. i contratti di mutuo). Per i primi viene confermata la possibilità di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali (tassi, prezzi ed altre condizioni), per i secondi le regole sono cambiate: lo ius variandi non potrà mai riguardare i tassi di interesse contrattualmente pattuiti, che resteranno tali per tutta la durata del mutuo.

Ovviamente nei mutui a tasso variabile o indicizzato il tasso continuerà ad essere adeguato agli sviluppi di mercato, ma non potrà essere cambiato nella sua formulazione originaria. Se per esempio il tasso è definito quale "Euribor 6 mesi 360 arrotondato al 1/10 + spread di 1,20%", l’unica cosa soggetta a variazioni è il parametro di mercato Euribor. Con la nuova norma non è più possibile elevare lo spread a 1,50% a metà contratto, o addirittura introdurre una tasso-soglia minimo del 3% in un mutuo già in essere.

"Si tratta di una importante e grossa novità – scrive il CTCU in una nota – per i mutuatari, che li pone al riparo da possibili bizzarrie e stranezze delle banche per quanto riguarda il costo fondamentale di un mutuo. È chiaro che eventuali clausole difformi da quanto previsto con questa novella, che si dovessero riscontrare nei contratti di mutuo, si porrebbero in aperto contrasto con la legge e quindi sarebbero nulle o annullabili."

 

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