BANCHE. Parmalat, ok di Consob a Opa di Lactalis. Codacons ricorda che c’è un ricorso al Tar Lazio

Dalla Consob arriva il via libera all’Opa di Lactalis su Parmalat. Il periodo di adesione all’Offerta di pubblico acquisto, così come concordato con Borsa Italiana, avrà inizio il 23 maggio e terminerà l’8 luglio. Il corrispettivo offerto da Lactalis, si legge in una nota della società francese, sarà interamente versato in contanti è fissato in 2,60 euro per ciascuna azione consegnata in adesione all’offerta ed acquistata.

Il Codacons però ricorda che l’ultima parola sull’Opa spetta al Tar del Lazio, dinanzi al quale pende un ricorso depositato dal Codacons e dall’ Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi. "La decisione odierna della Consob verrà portata davanti ai giudici del Tar – spiega il Presidente Carlo Rienzi – attraverso dei motivi aggiunti al nostro ricorso, nei quali ribadiremo la richiesta di annullamento dell’intera operazione, anche alla luce della pronuncia di oggi". Per le due associazioni, l’Offerta di pubblico acquisto su Parmalat presentata da Lactalis, impresa francese che da anni non pubblica i bilanci, viola i principi del Testo Unico della Finanza e del Regolamento Emittenti, non rispettando il principio di trasparenza e non consentendo scelte consapevoli per nessuno dei soggetti coinvolti: investitori, Parmalat, parti sociali e consumatori.

Il Presidente di Coldiretti, Sergio Marini, invece, non entra nel merito della partita finanziaria e si limita ad affermare: "L’italianità per noi significa latte italiano, valorizzazione dell’agricoltura italiana e Made in Italy che contiene prodotti italiani. Se questo lo fa Lactalis meglio di come oggi lo fa Parmalat, benvenuta Lactalis". Per Coldiretti "è prioritario un progetto industriale che valorizzi veramente il latte e gli allevamenti italiani e si impegni su un Made in Italy che, oltre al marchio, contenga materie prime nazionali, cosa che purtroppo poche volte è avvenuto".

"C’è bisogno di mettere un po’ di Italia vera dentro i marchi del Made in Italy soprattutto se – continua Marini – si chiamano Parmalat e fanno esplicito riferimento ad un territorio che esprime una realtà produttiva gastronomica famosa nel mondo. Ci auguriamo che dietro la sfida finanziaria per la conquista della Parmalat, ci sia veramente la volontà di valorizzare con il marchio il valore aggiunto del latte italiano, del vero Made in Italy e il lavoro necessario per realizzarlo. E’ questo – conclude Marini – il punto su cui ci confronteremo e che guiderà il nostro giudizio e le nostre azioni".

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