BANCHE. Presidente Consob, per Berlusconi il nome c’è ma non si dice. Il Pd protesta

Consob: quando si sbloccherà la vicenda della nomina del presidente? Ormai vacante da mesi, la presidenza non è ancora stata annunciata, anche se oggi alla fine del Consiglio dei Ministri il premier Silvio Berlusconi ha detto che il nome del prossimo presidente è stato deciso, ma la nomina sarà ratificata solo nel prossimo CdM. In sostanza, bisogna aspettare.

Dal Partito democratico si levano voci indignate. Commenta il senatore Stefano Ceccanti: "Nella mia consueta interrogazione quotidiana al Ministro dell’Economia sulla mancata nomina del presidente della Consob, vacante dal 30 giugno, ho chiesto spiegazione delle anomale dichiarazioni fatte dal presidente Berlusconi al termine del Consiglio odierno, secondo le quali il nominativo sarebbe stato individuato, ma dovrebbe essere formalizzato solo al prossimo Consiglio. Per questo ho chiesto di sapere se tale nomina avverrà effettivamente al prossimo Consiglio e se le dichiarazioni di oggi configurino una nuova modalità di nomine ‘in pectore’ ispirata al canone 351 del vigente Codice di diritto canonico della Chiesa cattolica".

Per Andrea Lulli, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, il caso della Consob è analogo alla nomina del Ministero dello Sviluppo Economico, che si è trascinata per mesi prima di sbloccarsi: "Dopo aver trascorso 5 mesi a rinviare alla settimana successiva la nomina del successore di Scajola nell’incredulità del mondo del lavoro, tra gli appelli inascoltati dell’opposizione e i dubbi del Quirinale sulla persona di Romani, adesso il premier ripropone lo stesso desolante copione per la nomina del presidente della Consob. È chiaro a tutti che il governo si muove al rallentatore per le divisioni interne e anche perché gli impegni prioritari del presidente del Consiglio sono altri. Gli italiani non si fanno più prendere in giro".

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