BANCHE. Provincia di Trento, le richieste dei Consumatori per i mutui agevolati

La Delibera provinciale n. 806 del 9 aprile 2009 della Provincia autonoma di Trento prevede le condizioni e i tetti massimi da applicare ai contratti di mutuo ex art. 59, co. 5, L.P. 19/2009. Sono circa 11.000 i mutui in essere che godono della contribuzione provinciale che, sul piano 2010 prevede un abbattimento in conto interessi di 120 milioni di euro su una massa mutui attivabile di 211 milioni. Ma la fissazione di livelli massimi di costo e il trasferimento di denaro direttamente dalla Provincia alle banche può dar luogo a meccanismi distorsivi del mercato.

Per questo l’Assessorato alla Salute e politiche sociali della Provincia autonoma ha convocato recentemente e per la prima volta i rappresentanti dei consumatori per sentire la loro posizione in previsione di una modifica sulle condizioni economiche fissate con la Delibera.

Le associazioni che si sono presentate sono state il CRTCU (Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti), Adoc e Cittadinanzattiva. Il CRTCU ha presentato all’Assessorato le richieste.

"I contributi provinciali per l’edilizia abitativa agevolata devono essere slegati dalle banche – afferma Carlo Biasior, legale del Centro – Alla Banca non deve interessare se io ho o meno diritto ad un contributo pubblico. Le agevolazioni devono andare direttamente alle persone. In attesa della modifica della L.P. 21/92 no a tassi gonfiati e fuori mercato!". "Le rappresentanze dei consumatori – continua Biasior – devono, per legge, poter essere sentite soprattutto sulla fissazione di condizioni e di costi".

In dettaglio si è chiesto alla Provincia di portare lo spread massimo all’1% (attualmente è 1,90% per i prestiti oltre 15 anni a tasso variabile e al 2,10% sempre per prestiti oltre 15 anni a tasso fisso, però), di imporre alle Banche l’offerta di un mutuo legato al tasso BCE invece che all’Euribor (come già a livello nazionale con la legge 2/2009, art. 2, co. 5) e di eliminare i tassi floor, in convenzione fissati a max 2,90% (tetto sotto il quale il tasso del mutuo non può andare).

La Provincia ha quindi convocato le Banche per verificare con loro la praticabilità di nuove condizioni e delle proposte avanzate dai consumatori in un incontro tenutosi lunedì 10 maggio. Le Banche ora hanno qualche giorno per riflettere.

Le Associazioni dei consumatori invitano la Provincia a fare proprie le istanze dei consumatori per permettere di liberare ingenti risorse a beneficio della collettività. "Segnalate al CRTCU eventuali casi di condizioni di mutuo fuori mercato, numerosi sono gli strumenti per azionare la leva della concorrenza a beneficio dei consumatori, anche nel mercato dei mutui con contributo pubblico" conclude Biasior.

 

Comments are closed.