BANCHE. Rapporto Abi: in crescita i finanziamenti delle banche alle famiglie

Nel corso degli ultimi mesi i finanziamenti bancari a imprese e famiglie hanno manifestato una dinamica in crescita, solo nell’ultimo bimestre si è registrato un lieve rallentamento, strettamente connesso con segnali di rallentamento ciclico dell’economia; il ritmo rimane, comunque, superiore a quello medio dell’Area Euro. In particolare, tali finanziamenti – pari a circa 1.513 miliardi di euro alla fine di luglio 2011 – hanno segnato una crescita annua del +5,4%, dopo aver raggiunto il tasso massimo di incremento dell’anno (+6,4%) a maggio 2011 (era +3,8% a fine 2010). Prime anticipazioni riferite al mese di agosto sembrano confermare un incremento tendenziale intorno al +5%; ciò sembrerebbe evidenziare come la dinamica dei prestiti a imprese e famiglie si posizioni a più di metà strada dal valore medio del decennio 2000-2009 (circa +8%).E’ quanto emerge nel Rapporto odierno del comitato esecutivo Abi.

Quanto alla crescita economica del nostro Paese, il Rapporto sostiene che questa sia stata bassa nel secondo trimestre del 2011: il prodotto interno lordo, infatti, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente (+0,1% t/t nel primo trimestre) e dello 0,8% rispetto al secondo trimestre 2010. In termini trimestrali annualizzati la crescita è stata pari all’1,2% (+0,5% nel primo trimestre). Il Rapporto indaga anche sulle dinamiche del risparmio amministrato e gestito ed evidenzia come circa il 45,5% dei 1571 mld di euro di titoli a custodia presso le banche italiane sia detenuto direttamente dalle famiglie consumatrici.

Tuttavia sono diminuite (-1,1%) le attività finanziaria delle famiglie. In particolare sono in crescita:

  • la dinamica di biglietti, monete e depositi bancari (sia a vista che a tempo), che ha segnato una variazione tendenziale dello +0,2%; la quota di questo aggregato sul totale delle attività finanziarie delle famiglie risulta essere pari al 30,3% (29,9% nel primo trimestre del 2010); – le assicurazioni ramo vita, fondi pensione e TFR, che hanno segnato una crescita del 3,9%. La quota di questo aggregato risulta pari al 18,4% (17,5% nello stesso periodo dell’anno precedente);
  • le quote di fondi comuni (+3,5% su base annua). La quota di questo aggregato sul totale delle attività finanziarie delle famiglie risulta essere pari al 6,6% (6,3% nello stesso periodo dell’anno precedente).

E in flessione:

  • le azioni e partecipazioni (-8,2%). La quota di questo aggregato risulta pari al 21,1% (22,7% nel precedente anno);
  • le obbligazioni pubbliche e private, diminuite dello 0,6%. Nello specifico, le emissioni a breve termine sono naumentate del 40,1% mentre quelle a medio – lungo termine sono diminuite del 2%. La quota di questo aggregato sul totale delle attività finanziarie delle famiglie risulta essere pari al 20,7%(20,6% nel precedente anno).

Ultimo cenno agli impieghi bancari che ad agosto 2011 sono risultati in assestamento: sulla base di prime stime i prestiti a famiglie e società non finanziarie sono risultati pari a 1.509 miliardi di euro, in crescita tendenziale del +5% (+5,4% a luglio 2011; +2,3% nella media Area Euro a luglio 2011), tornando sui livelli di ottobre 2008. Di circa il 4,1% sono aumentati i prestiti a residenti in Italia al settore privato12 (+4,6% a luglio 2011 – cfr. Tabella 3). Alla fine di agosto 2011 l’ammontare dei prestiti al settore privato del sistema bancario italiano è risultato pari a 1.705 miliardi di euro. Rispetto ad agosto 2010 il flusso netto di nuovi prestiti è stato di quasi 70 miliardi di euro13. Ove si consideri la disaggregazione per durata, si rileva come il segmento a medio e lungo termine (oltre 1 anno) abbia segnato un ritmo di crescita tendenziale del +3,9% (+4,1% a luglio 2011), mentre quello a breve termine (fino a 1 anno) ha segnato una crescita di +8,3% (+9% a luglio 2011).

 

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