BANCHE. SEPA, il Beuc chiede una maggiore sicurezza

Il Beuc, l’Associazione europea dei consumatori, continua a fare pressione affinché si colmino alcune lacune nella sicurezza del SEPA, lo spazio unico per i pagamenti in euro. Secondo il Beuc, se non si mettono a posto alcuni punti importanti, in particolare rispetto alla sicurezza del Direct Debit, lo strumento di pagamento per disporre gli incassi all’interno dei paesi SEPA, si rischia il totale fallimento. Il SEPA Direct Debit è in pratica un servizio di "addebito diretto preautorizzato" in base al quale la banca del debitore non è obbligata a svolgere controlli sui dati del mandato.

Secondo il Beuc, quindi, i rappresentanti delle banche, riuniti nel Consiglio Europeo dei Pagamenti (EPC), non tengono in conto le esigenze e le aspettative degli utenti finali, che siano essi i consumatori o le aziende. La stessa Commissione Affari Economico del Parlamento Europeo ha da poco approvato una risoluzione che richiama molti di questi aspetti, segnalati dal Beuc, e di recente la Banca Centrale Europea ha assicurato i consumatori che farà tutto quello che è in potere di fare per garantire la migliore governance del SEPA.

Il Direttore generale del Beuc, Monique Goyens, ha commentato: "La completa assenza di sicurezza su aspetti chiave del SEPA Direct Debit è praticamente una gentile offerta ai truffatori, che dalla Finlandia o dalla Romania potrebbero, con i miei dati bancari, il mio nome e indirizzo, ordinare alla mia banca un prelievo dal mio conto, senza il mio consenso. Questo va a ledere le basi della sicurezza che attualmente esistono in molte regole nazionali".

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