BANCHE. Sospensione mutui, Federconsumatori e Adusbef: “Accelerare l’avvio”

Federconsumatori e Adusbef chiedono che la decisione dell’Abi di sospendere i mutui per le famiglie in difficoltà venga attuata con estrema sollecitudine. "Sono circa 400mila i nuclei familiari interessati da una forte diminuzione del reddito, causata da cassa integrazione e licenziamenti, oltre che dagli effetti della crisi economico-finanziaria – scrivono le due Associazioni dei consumatori – Di fronte all’estrema difficoltà in cui si trovano queste famiglie, tale provvedimento non può e non deve rimanere sulla carta, ma è indispensabile che trovi applicazione immediata – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Secondo i due Presidenti "non è affatto soddisfacente la dichiarazione del Presidente dell’ABI, che per l’avvio di tali agevolazioni, prospetta la data del 15 gennaio, vista la gravità della situazione, a nostro avviso sarebbe stata più utile la data più ravvicinata del 15 dicembre".

"In merito a tale provvedimento, inoltre – aggiungono Lannutti e Trefiletti – abbiamo riscontrato un fatto gravissimo. Gli istituti di credito, che hanno acquisito Tremonti bond e che avrebbero già dovuto intervenire obbligatoriamente in direzione della sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà, non mettono in atto tale misura a causa di una mancata comunicazione formale da parte dell’Inps, come se, per attestare la reale condizione economica, non fosse sufficiente la busta paga decurtata del percettore di reddito".

"È intollerabile che, per un eccesso di burocrazia, si continuino a dilatare i tempi, o addirittura si renda vano un provvedimento importante come questo, che consentirebbe non solo alle famiglie indebitate di tirare un respiro di sollievo, ma – concludono Federconsumatori e Adusbef – che contribuirebbe anche, attraverso una ripresa della domanda di mercato, a rilanciare i consumi in un periodo nero come quello attuale, che fa intravedere un Natale congelato, con un calo dei consumi dell’ordine del meno 30-35%".

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