BANCHE. Studio Ue, le italiane sono le più care d’Europa

Le banche italiane hanno i costi dei conti correnti tra i più elevati d’Europa. Il prezzo di un conto corrente può toccare i 253 euro. Ma non è tutto: oltre ad essere molto care le banche italiane sono poco trasparenti e non forniscono al cliente un’informazione chiara e completa. E’ il desolante risultato della relazione della Commissione europea sui servizi finanziari al dettaglio, presentata nella giornata di ieri dal Commissario alla Tutela dei consumatori Meglena Kuneva.

Certo che l’Italia non è da sola in questa valle di lacrime. In generale le banche europee forniscono al cliente un’informazione che spesso è di difficile comprensione; i costi dei conti correnti risultano opachi o nascosti e delle consulenze non ci si può fidare. Coloro che vendono prodotti finanziari non sempre hanno una conoscenza sufficiente dei prodotti e i funzionari di banca si trovano spesso ad operare in pieno conflitto di interessi.

Per mancanza di informazione e per l’estrema frammentazione del mercato comunitario c’è un basso livello di cambio di banche: nel biennio 2007-2008 soltanto il 9% dei consumatori europei ha cambiato banca.

Andando nel dettaglio, lo studio della Commissione Ue ha analizzato i prezzi dei conti correnti di 224 banche il cui pesa corrisponde in media all’81% del mercato comunitario. Nel 66% delle banche esaminate i costi bancari erano talmente poco chiari che gli esperti che hanno redatto la relazione hanno dovuto consultare ulteriormente le banche per ottenere le spiegazioni necessarie a determinare i costi reali di un conto. Ed anche allora le banche in molti casi hanno offerto soltanto informazioni orali sulle loro tariffe ma hanno rifiutato di inviare il loro tariffario. Circa il 10% delle banche aveva caricato sui propri siti web poche o punte informazioni sui prezzi e il 33% presentava nei prospetti delle tariffe informazioni incomplete sui prezzi.

Dall’altro lato quasi un terzo dei consumatori interpellati non è stato in grado di confrontare le offerte in materia di conti correnti.

Per quanto riguarda i costi l’Italia è in cima alla classifica con i suoi 253 euro per un conto corrente di uso generale e per i suoi 831 euro per i "grandi utilizzatori"; all’opposto troviamo la Bulgaria dove il conto corrente costa 28 euro. Anche i Paesi Bassi, il Belgio e il Portogallo hanno costi bancari minimi. L’Italia, insieme ad Austria, Francia, e Spagna presentano risultati insoddisfacenti sul piano della trasparenza.

Il 79% dei cittadini europei esige informazioni standardizzate chiare e comparabili come ad esempio quelle previste nella nuova direttiva sul credito al consumo.

"Le banche commerciali deludono le aspettative dei loro clienti – ha commentato Meglena Kuneva – Vi sono ampie prove di violazioni dei principi fondamentali in materia consumeristica, violazioni che vanno da una struttura complessa dei prezzi a oneri nascosti e a informazioni poche chiare e incomplete. Le banche devono mettere in ordine i loro affari e cambiare la loro cultura dei rapporti con i clienti. E le autorità degli Stati membri – ha concluso il Commissario – devono sovvenire ai loro obblighi facendo rispettare il diritto consumeristico Ue".

Ma le banche italiane contestano le cifre della Commissione."Il prezzo del conto corrente in Italia è di circa 100 euro, ben inferiore rispetto a quello diffuso oggi a Bruxelles". Così il Presidente dell’Abi, Corrado Faissola, ha respinto le valutazioni del Commissario Meglena Kuneva. " Non solo il costo di questo servizio è già inferiore ai 10 euro al mese, ma negli ultimi cinque anni ha visto anche una riduzione media di oltre il 27%".

Faissola ha ribadito che da un semplice confronto nel motore web "Conti Correnti a Confronto" (uno dei più grandi database in Europa contenente oltre 750 diversi conti correnti con i rispettivi indicatori sintetici di costo) risulta che il costo del conto corrente italiano è, in media, di 107 euro e che è in crescita il numero dei prodotti il cui costo annuale è inferiore a 100 euro.

Inoltre, secondo l’Abi (Associazione bancaria italiana), le banche italiane hanno compiuto passi avanti nella trasparenza, adottando prezzi più chiari, contratti e condizioni più semplici, estratti conto facile da leggere, consulenza pre e post vendita sui prodotti finanziari, trasferimento automatico delle bollette e dei mutui per chi vuole cambiare banca ed eliminazione di ogni altro eventuale ostacolo alla mobilità dei clienti.

"Le dichiarazioni di Bruxelles – ha concluso il Presidente dell’Abi – fanno riferimento a modalità di confronto e a cifre errate, perché calcolate includendo servizi, come quelli di finanziamento che esulano dal conto e commissioni ormai superate. Il mercato è inoltre dominato dai conti a pacchetto, generalmente basati su un numero illimitato di operazioni. In Italia le banche sono convenienti e trasparenti".

 

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