BANCHE. Tarantola (Bankitalia): “Tutela del consumatore è centrale nell’attività di regolazione”

La fiducia dei consumatori nel sistema bancario è un asset fondamentale che va coltivato giorno per giorno e in ogni fase dell’attività di intermediazione. Lo ha dimostrato la pesante crisi finanziaria che ha coinvolto il mondo intero: il rapporto banca-cliente è legato da un filo rosso che contempla comportamenti corretti e trasparenti, sana e prudente gestione degli intermediari, efficienza e qualità dei servizi. Quando questi punti vengono a mancare si mina la stabilità di tutto il sistema finanziario.

Lo ha sottolineato il Vice direttore generale della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola, nel suo intervento al convegno delle Banche Popolari che si è tenuto a Bari il 18 febbraio scorso. Un’intera parte del discorso di Tarantola è stata dedicata, appunto, alla tutela del consumatore che, secondo il Vice direttore di Bankitalia, è stata negli ultimi anni sempre più regolamentata. E non solo in Italia e nell’Unione Europea, ma anche negli Stati Uniti dove la tutela del consumatore è diventato uno dei punti importanti del pacchetto legislativo post-crisi.

La Banca d’Italia, in occasione del recepimento della direttiva sul credito ai consumatori, ha posto, la tutela del consumatore quale finalità autonoma rispetto agli obiettivi di stabilità. Oltre a mettere le informazioni a disposizione del cliente, secondo Bankitalia, è necessario scriverle in modo chiaro, fruibile, affinché siano confrontabili con quelle fornite dagli altri intermediari, in modo da consentire al cliente di scegliere con facilità tra i prodotti che il mercato offre. La disciplina della Banca d’Italia emanata a luglio 2009 ha standardizzato alcuni documenti e ha ampliato i casi in cui deve essere pubblicizzato un indicatore sintetico di costo. La normativa ha posto particolare attenzione ai canali di commercializzazione: si richiede che le persone che hanno rapporti diretti con i clienti siano dotati della necessaria professionalità e siano remunerati in forme che incentivino un’adeguata considerazione delle esigenze dei consumatori.

"La scorsa settimana – ha ricordato Tarantola – abbiamo emanato la disciplina secondaria di attuazione della direttiva sul credito al consumo; abbiamo agito su questo fronte per introdurre presidi sul delicato problema dei servizi accessori, in particolare delle polizze assicurative, connessi ai finanziamenti. Il tema della correttezza verso i clienti deve permeare l’intera azienda; dal 2009 la disciplina fa della leva organizzativa un elemento centrale per promuovere questa consapevolezza. Le verifiche da noi condotte non fanno emergere comportamenti più virtuosi da parte delle popolari rispetto al resto del sistema".

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