BANCHE. Tassa sul contante, dalle AACC lettera a Tremonti, Draghi, Catricalà e Mussari

"In un libero mercato, non può essere imposto un prezzo ma certamente le Autorità hanno tutte le possibilità per dissuadere le banche coinvolte nell’applicazione della commissione di prelievo. Le Associazioni, da parte loro, si attiveranno direttamente presso i singoli gruppi bancari o banche, che hanno introdotto il nuovo compenso". È quanto scrivono Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori in una lettera inviata, nei giorni scorsi, al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, al Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, al presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà e al presidente dell’Associazione bancaria italiana Giuseppe Mussari, sul tema della commissione sul prelievo del contante dal proprio conto corrente.

Si legge nella lettera: "Varie banche, sostanzialmente nello stesso periodo, hanno introdotto questo "tributo" per un importo variabile tra uno e tre euro. Una scelta che già qualche anno fa era stata tentata e solo l’opposizione di clientela e associazioni aveva bloccato. Per più banche, la commissione sul prelievo, non è la sola applicata; essa viene dopo la necessità di preavviso per il prelievo, la reintroduzione di un costo per il rilascio del libretto di assegni, l’aumento del canone Bancomat/Pagobancomat".

Prosegue la missiva: "Né la suddetta commissione può essere fatta passare come arma per la cosiddetta "guerra al contante". Non bisogna però dimenticare quale tipologia di clientela utilizza più di altre il contante: anziani, neo inclusi nei circuiti bancari, persone con scarsissima cultura (si pensi all’alto tasso di analfabetismo ancora presente in Italia). Peraltro è la stessa fascia di clientela che, per vari motivi, fa più prelievi ogni mese, anche di piccolo importo e, quindi, sostiene costi crescenti. Anche accettando, solo per ipotesi, la motivazione citata, si fa presente che, secondo ricerche dello stesso sistema bancario, il costo per la gestione del contante è pari a dieci miliardi di euro annui. Se il motivo fosse disincentivare l’utilizzo del contante occorrerebbe lavorare, piuttosto, sull’utilizzo dei sistemi alternativi di pagamento che sono sempre più costosi. L’incentivazione o sistema premiante, potrebbe derivare dai risparmi sulla gestione del contante, senza gravare sui bilanci delle banche, diminuendo costi e commissioni di bonifici, Bancomat, carte di credito, assegni".

Il costo è ritenuto dunque "inopportuno", specialmente in un periodo di difficoltà economiche.

Prosegue in questo modo una vicenda che, oltre a sollevare le critiche delle associazioni consumatori, ha portato anche a un recente intervento di Mr Prezzi, che ha annunciato la decisione di aprire un’indagine sul sistema dei costi alla clientela nel settore bancario.

Da non dimenticare, peraltro, l’apertura di credito fatta dalla stessa Abi: il comitato esecutivo ha infatti raccomandato che ciascuna banca, libera comunque di agire come crede, offra almeno un conto corrente in cui non sia prevista alcuna commissione sul prelievo di contante allo sportello.

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