BANCHE. Tremonti invita ad allinearsi ai tassi di interesse europei. Le reazioni

Oggi si è svolta presso il Ministero dell’Economia la terza riunione del "Credit and Liquidity Day". E’ stata la volta del tavolo delle "Imprese, lavoro e banche", convocato per monitorare l’andamento del credito per le piccole e medie imprese nell’attuale fase di crisi. Nel corso dell’incontro il Ministro Giulio Tremonti ha invitato le banche italiane ad "allineare i tassi di interesse italiani con i tassi europei". Tremonti ha poi suggerito di fare un uso maggiore dei "Tremonti Bond per consolidare i bilanci".

Immediata la risposta del Presidente dell’Abi Corrado Faissola che ha dichiarato che "i tassi praticati dalle banche italiane nei confronti di imprese e famiglie sono inferiori rispetto alla media europea". "Dai dati in nostro possesso, che si riferiscono al mese di marzo – ha detto Faissola in conferenza stampa – sui nuovi prestiti fatti all’economia i tassi applicati dalle banche italiane alle imprese, sia per i prestiti fino a un milione di euro sia per quelli oltre un milione, risultano inferiori di venti punti base rispetto ai tassi medi europei. I tassi fatti alle famiglie sui conti correnti – ha concluso il Presidente dell’Abi – risultano inferiori addirittura del 2%".

Per il Codacons e per l’ Associazione Tutela Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi (aderente al Codacons) "il Ministro evidentemente crede ancora alle fate, visto si illude ancora che le banche possano spontaneamente andare incontro alle esigenze della clientela, abbassando i costi e facilitando l’accesso al credito".

"Se invece di snobbare le associazioni di consumatori – si legge in una nota del Codacons – non invitandole al tavolo del Credit and liquidity day, ci avesse chiamato, avrebbe saputo che il Codacons nei giorni scorsi ha presentato esposti in 104 Procure della Repubblica contro le banche colpevoli di chiamare i clienti e comunicare un innalzamento dei tassi passivi, in violazione dei tassi concordati nel contratto. Da notare che se l’imprenditore rifiuta scatta la richiesta di rientro immediato. Una procedura che equivale ad un vero e proprio ricatto".

"Altro che Tremonti Bond! Ci domandiamo, anzi – continua la nota dell’associazione dei consumatori – come mai la Marcegaglia, che dovrebbe difendere le imprese, non abbia denunciato questa situazione al tavolo di oggi".

Per il Codacons e per l’Associazione Tutela Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi "il Governo dovrebbe smettere di aiutare le banche illudendosi che poi aiutino imprese e consumatori, ed aiutare direttamente i clienti delle banche. Da tempo, ad esempio, il Codacons chiede al Tesoro di emanare i decreti attuativi per consentire la sospensione delle rate per 18 mesi a chi è in difficoltà e una moratoria sulle esecuzioni immobiliari".

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