BANCHE. Tutela consumatori, l’attività della Banca d’Italia

Al convegno organizzato lo scorso 24 novembre da Consumers’Forum che ha chiamato a raccolta le Autorità indipendenti, è intervenuto, per la prima volta, un esponente della Banca d’Italia. Luigi Donato, Capo del Servizio Rapporti esterni e affari generali di Vigilanza, nel suo discorso ha analizzato sotto diversi aspetti l’attività a tutela dei consumatori posta in essere dalla Banca d’Italia. Ha parlato di "buone regole e controlli incisivi" ma anche dell’Arbitro Bancario e Finanziario, il nuovo strumento di tutela istituito dalla banca d’Italia. Riportiamo, di seguito, ampi stralci del suo intervento.

"La tutela degli utenti dei servizi bancari e finanziari costituisce un impegno recente per la Banca d’Italia. E’ negli ultimi tre anni (dalla Legge sul Risparmio) che gli interventi hanno assunto carattere sistematico e stringente, divenendo parte integrante dell’attività di vigilanza sugli intermediari", si legge nel discorso. Quanto al metodo, Donato fa riferimento "all’ampio dialogo con le Associazioni dei consumatori e degli intermediari" che la Banca ha seguito nell’affrontare il tema della tutela del consumatore. "Un buon esempio riguarda il "conto corrente semplice" contratto tipizzato nelle nuove istruzioni della Banca d’Italia: l’ABI e la maggioranza delle Associazioni facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) hanno concluso l’accordo che individua il numero di operazioni e di servizi inclusi nel canone annuo; viene in tal modo definito tale contratto che è disegnato sulle esigenze di base dei consumatori".

Sul piano della regolamentazione, a fronte dell’esigenza di innalzare la correttezza dei comportamenti degli intermediari e la trasparenza sul mercato la Banca d’Italia ha di recente realizzato una completa revisione della normativa secondaria in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali, con l’obiettivo, da un lato, di valorizzare il profilo della correttezza dei comportamenti in tutte le fasi dell’intermediazione e, dall’altro, di semplificare le regole, rafforzare la confrontabilità delle offerte sul mercato, assicurare la piena conoscibilità delle caratteristiche dei servizi.

Donato ha ricordato, poi, i recenti interventi della Banca d’Italia per fronteggiare prassi "discutibili" degli intermediari e integrare la regolamentazione facendo riferimento alla commissione di massimo scoperto: "Il Governatore – si legge – ha in più occasioni sottolineato come tale commissione sia "un istituto poco difendibile sul piano della trasparenza" e ne ha auspicato la sostituzione, "dove la natura del rapporto di credito lo richieda, con una commissione commisurata alla dimensione del fido accordato, come avviene in altri paesi". Il sistema è stato più volte invitato a sostituirla con strumenti più chiari e corretti".

Prima di fare cenno all’Arbitro Bancario e Finanziario, Donato ha parlato degli strumenti a disposizione della Banca d’Italia per svolgere l’attività di vigilanza. "Il più importante è rappresentato dalle verifiche ispettive sul rispetto della disciplina in materia di trasparenza e correttezza", si legge. "Nel triennio 2007-2009 (dato aggiornato all’inizio di novembre), abbiamo effettuato circa 2200 verifiche di trasparenza nei confronti di circa 700 intermediari. Sono stati esaminati i fogli informativi di tutti gli intermediari ed effettuati numerosi richiami per richiedere agli intermediari l’adeguamento completo alla normativa del contenuto e della struttura dei fogli informativi stessi. A seguito delle verifiche effettuate in detto triennio è stato disposto l’avvio della procedura sanzionatoria per 86 intermediari; 95, in presenza di carenze non sanzionabili, sono stati richiamati a un più rigoroso rispetto della normativa di trasparenza".

"Ma buone regole e controlli incisivi non sono da soli sufficienti", scrive Donato. "E’ necessario anche che, in caso di controversie con gli intermediari, i clienti possano disporre di strumenti di tutela rapidi, economici e imparziali. In attuazione della legge sul risparmio del 2005 e della delibera del CICR del 2008, la Banca d’Italia ha istituito l’Arbitro Bancario Finanziario, operativo dal 15 ottobre. L’ABF è composto da un Organo decidente e da una Segreteria tecnica. L’Organo decidente è articolato sul territorio nazionale in tre Collegi: uno a Milano, uno a Roma e uno a Napoli. L’attività di Segreteria tecnica è svolta dalla Banca d’Italia; il suo ruolo nell’ambito del sistema è molto importante: nello svolgimento dell’istruttoria, infatti, la Segreteria tecnica ha il compito di riequilibrare la posizione di debolezza del cliente rispetto a quella, più forte, dell’intermediario. Il cliente, infatti, può limitarsi a esporre i fatti e a presentare una domanda all’ABF; la Segreteria tecnica provvede all’analisi del ricorso sul piano tecnico e giuridico e a qualificare la domanda in termini giuridici, corredando pertanto il ricorso di quel supporto tecnico di cui spesso la clientela non dispone. I ricorsi potranno, comunque, essere presentati tramite le Associazioni dei consumatori. E’ prevista, ove del caso, una interlocuzione diretta con il ricorrente. Il ricorso è gratuito per il cliente; è previsto soltanto il versamento di 20 euro a titolo di contributo alle spese della procedura che verranno rimborsate al cliente da parte dell’intermediario se il ricorso è stato accolto anche solo in parte; l’intermediario soccombente è inoltre tenuto a versare un contributo spese di 200 euro. L’ABF costituisce uno straordinario punto di osservazione per far emergere tutte le criticità all’interno del rapporto tra intermediari e clienti".

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