BANCHE. Unicredit-Capitalia, Antitrust autorizza fusione condizionata

L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di autorizzare l’incorporazione di Capitalia in Unicredit, imponendo tuttavia stringenti misure. Di seguito nel dettaglio le condizioni che le due società devono rispettare.

  • ELIMINAZIONE E RIDUZIONE DELLE COMMISSIONI BANCOMAT

In 8.000 sportelli di banche concorrenti presenti in circa 4.000 Comuni italiani dove il Gruppo UCI non avrà ATM, i clienti della nuova banca non pagheranno la commissione di prelievo Bancomat, che scenderà in modo significativo sul resto del territorio nazionale. Eliminata la commissione anche per i prelievi all’estero.

  • CESSIONE DI SPORTELLI

La nuova banca dovrà cedere un numero di sportelli tra 155 e 180 in 16 province italiane a soggetti terzi indipendenti non azionisti della nuova banca.

  • SCIOGLIMENTO DEI LEGAMI CON GENERALI

UniCredito Italiano dovrà vendere l’intera quota di capitale sociale detenuta in Generali e in società del gruppo Generali. Non potrà ricostituire o partecipare a futuri patti parasociali relativi ad azioni del gruppo. Fino a quando UniCredito Italiano rimarrà azionista di Mediobanca non potrà detenere, direttamente o indirettamente, partecipazioni in Generali e in altre società del medesimo gruppo. Preclusi fino ad allora anche i rapporti di partnership, accordi di produzione e/o distribuzione con Assicurazioni Generali S.p.A. e l’intero gruppo Generali;

  • CESSIONE QUOTA AZIONARIA IN MEDIOBANCA

La nuova banca dovrà cedere una quota del 9,39% della partecipazione in Mediobanca e non potrà incrementare, né direttamente né indirettamente, la residua quota pari all’8,68 per cento. Viene così meno il potere di veto di UCI all’interno dell’Accordo di blocco di Mediobanca . La cessione non dovrà avvenire a favore di società attive sui mercati nei quali Mediobanca opera principalmente, direttamente o indirettamente tramite partecipate (investment banking e assicurazioni) ovvero a favore di soggetti partecipati direttamente o indirettamente da Mediobanca, Generali e dalla nuova Banca. Questi limiti non si applicheranno invece agli azionisti di Mediobanca già membri dell’Accordo di blocco, qualora non abbiano legami diretti o indiretti con la nuova banca o non siano partecipati da Mediobanca o da Generali. In questo modo si dovrebbe aumentare la presenza di azionisti, anche attualmente terzi, tali da non generare problemi concorrenziali con la Banca d’Affari e quindi con la futura UCI. Parallelamente verrebbe accresciuto il ruolo dei pattisti qualora decidessero di acquistare la quota in cessione, privi di legami con UCI, Mediobanca e Generali.
In attesa della realizzazione della vendita UniCredito non dovrà esercitare i propri diritti di voto nell’Accordo di blocco e in assemblea di Mediobanca per la quota relativa.
Resta inoltre congelata la residua quota pari all’8,68% che sarà detenuta dalla futura entità.

  • MISURE SUI CONFLITTI DI RUOLO

I membri del CdA di UCI, con un ruolo nella governance di Mediobanca e di Generali, non potranno partecipare alla discussione e alla votazione delle delibere del CdA della nuova banca, che riguardano i mercati dell’investment banking e delle assicurazioni in Italia. Dovranno essere adottate misure organizzative interne per far sì che a questi consiglieri non siano fornite informazioni sensibili.
La misura eviterà che vi possano essere soggetti presenti contemporaneamente nel CdA di UCI e nel CdS di Mediobanca dotati di un set informativo e di poteri deliberativi tali da condizionare le scelte strategiche di tali società in un’ottica non concorrenziale.

 

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