BANCHE. Vigilanza europea, audizione Antitrust

Nel corso della sua audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli strumenti di vigilanza europea dei mercati finanziari, creditizi e assicurativi presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato, il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha messo in evidenza un aspetto trascurato dalla riforma e che, invece, per l’Autorità è di primario rilievo.

Diversamente da quanto si sta facendo negli Stati Uniti, è mancata – sostiene il Presidente – una considerazione specifica della tutela degli interessi dei consumatori in questi settori. I consumatori sono intesi come fruitori diretti, in ambiti non professionali, dei servizi finanziari.

Nel disegno di riforma del sistema americano di vigilanza finanziaria si prevede l’istituzione di una Consumer Financial Protection Agency, con ciò riconoscendo l’importanza di una specifica protezione del consumatore, intesa come complemento della potenziata struttura di controllo sugli operatori finanziari. In Europa, invece, il sistema di protezione degli interessi dei consumatori è affidato ad un insieme di discipline affastellate e spesso non del tutto coordinate fra loro; sotto il profilo istituzionale, non è previsto un disegno organizzativo specifico: ogni singolo Paese sceglie le forme di tutela e gli organi responsabili. Questa situazione – scrive Catricalà – ha portato ad una frammentazione degli interventi e alla conseguente ineffettività della protezione.

Il nuovo assetto della vigilanza finanziaria europea proposto conferma che l’interesse dei consumatori, pur evocato, non riceve però puntuale riconoscimento nell’ambito dalla disciplina specifica dei poteri delle varie Autorità europee e nazionali competenti. La finalità del nuovo sistema è dichiaratamente la salvaguardia della stabilità dei mercati finanziari. È ben possibile che nel perseguire questo fine i consumatori passino in secondo piano. Benché da un’efficace e tempestiva attività di vigilanza non possano che derivare effetti positivi per i fruitori finali dei servizi finanziari, sarebbe stato opportuno stabilire che eventuali decisioni e interventi delle autorità di vigilanza sui mercati finanziari che determinino, magari perché dettati da situazioni di emergenza, riflessi negativi sul regime di tutela dei consumatori (pratiche
commerciali scorrette, clausole vessatorie) siano adottati almeno previa consultazione delle istituzioni che tutelano più direttamente i consumatori.

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