BANKITALIA. Relazione annuale: i commenti dei Consumatori e categorie produttive

Un generale apprezzamento ha accolto la relazione del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi che oggi ha presentato le sue Considerazioni Finali all’Assemblea Generale. Fra i punti evidenziati dalle associazioni dei consumatori ci sono la necessità di intervenire sulle spese di chiusura dei conti correnti, mentre parole di generale condivisione vengono anche dalla Cia e da Confedilizia.

"Per la prima volta, dopo parecchi anni, troviamo nella relazione del Governatore della Banca d’Italia valutazioni condivisibili e analisi obiettive sul rapporto tra banche e risparmiatori". Commenta così il discorso di Draghi all’Assemblea Generale di Bankitalia Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino. "Draghi – continua Longo – mette in discussione finalmente balzelli vessatori come le spese di chiusura dei conti correnti, che nella maggior parte dei Paesi europei non vengono applicate, e afferma che la migliore efficienza e concorrenza delle banche italiane non si è tradotta in benefici per i consumatori in termini di prezzi e servizi. È ora che tutte le banche traggano le conseguenze da questi severi richiami e cancellino le spese di chiusura dei conti, riducendo inoltre tutte le altre spese spesso arbitrariamente applicate sui conti correnti, sulla gestione titoli e sugli altri servizi bancari".

"Draghi ha restituito credibilità e dignità alla Banca d’Italia – conclude il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino – Chiediamo che apra un dialogo formale con le associazioni dei consumatori, attraverso un tavolo permanente che discuta i più importanti problemi del rapporto banche-utenti e per una corretta applicazione della legge sul risparmio. Chiediamo anche che il Governatore intervenga sull’attuale composizione dell’Ombudsman bancario, sottraendolo al controllo della banche che sono attualmente in maggioranza con una sola presenza dei consumatori e facendone un organo di effettiva garanzia per gli utenti dei servizi bancari".

Mentre nella "maggior parte dei paesi europei le banche non possono richiedere commissioni per l’estinzione del rapporto" in Italia il costo medio sostenuto per la chiusura di un conto corrente è di 34 euro: lo ha segnalato la Banca d’Italia nella sua relazione annuale illustrando i dati dell’indagine conoscitiva relativa ai servizi bancari. La ricerca, che ha preso in esame le condizioni applicate a oltre 2.500 rapporti di conto corrente, ha interessato 300 sportelli appartenenti a 88 banche. Nel 75% dei casi le spese per l’estinzione del conto sono state pari o inferiori a 50 euro. Nel 30% dei casi non sono state applicate spese mentre nel 6% dei casi le spese sono state superiori a 75 euro.

Sulle Considerazioni Finali si registra il commento del Codacons: "Gli scandali finanziari che hanno "ferito" Bankitalia non sono di pochi, ma di moltissimi, e le responsabilità dell’ente, relative al mancato controllo, sono evidenti e hanno coinvolto migliaia di risparmiatori": questo quanto affermato dal Presidente Codacons Carlo Rienzi. "Speriamo che sui costi di chiusura dei conti correnti Draghi faccia seguire alle parole i fatti – prosegue Rienzi – collaborando con l’Antitrust affinché gli utenti non debbano più pagare nemmeno 1 centesimo per passare da una banca all’altra. Il dato sui consumi delle famiglie dimostra infine come i consumatori siano stremati dal carovita, e servano urgenti misure per salvare i bilanci e far riprendere i consumi".

"E’ quasi del tutto convincente la relazione del Governatore Draghi all’ assemblea annuale di Bankitalia. Staremo a vedere se dopo gli annunci sulle banche, sulle recenti vicende finanziarie che hanno travolto anche il sistema bancario in generale, non solo la Banca d’Italia, su correttezza e trasparenza in relazione soprattutto alla vendita di prodotti finanziari e alla tutela dei risparmiatori verranno emanate quelle doverose istruzioni affinché le banche abbiano comportamenti conformi non solo alle normative di legge da rispettare, ma anche all’informazione preventiva sulla rischiosità di taluni prodotti appioppati ai risparmiatori". A dirlo sono Federconsumatori e Adusbef che in una nota stampa congiunta commentano: "Buona l’analisi su costi e concorrenza del sistema bancario. E’ pero mancato il richiamo al diritto di signoreggio".

"In un paese caratterizzato dalla crisi, solo i servizi liberalizzati hanno prodotto grandi profitti: il che significa che la concorrenza resta ancora più virtuale che concreta". Ad affermarlo è Paolo Landi, segretario generale Adiconsum che spiega: "Il problema non è bloccare processo di liberalizzazione ma realizzarle in modo diverso rispetto al passato, con vincoli precisi per quanto riguarda la qualità dei servizi e un reale processo di concorrenza; poiché questa valutazione riguarda anche le banche, al nuovo Governatore chiediamo un deciso intervento per contenere il costo dei servizi bancari".

"Un eventuale manovra finanziaria per il rientro nei parametri europei, continua Landi, deve evitare aumenti dell’IVA che avrebbero ripercussioni negative sui consumi. Per contro è opportuno che si ricerchino le risorse in quei settori che hanno aumentato in modo rilevante il profitto in questi anni, con seri accertamenti sui redditi del lavoro professionale ed autonomo.

Dal nuovo Governatore i consumatori – sottolinea Adiconsum – si aspettano anche un segnale importante in tema di tutela del risparmio, con una maggiore trasparenza e correttezza da parte del sistema bancario; ma ciò non è sufficiente: si rendono opportune sostanziali modifiche alla legge sul risparmio, riconoscendo alle associazioni di consumatori un ruolo deterrente attraverso l’introduzione dell’azione collettiva a tutela dei risparmiatori.

Una relazione "chiara e concreta" con un unico neo, il mancato riferimento all’agricoltura: questa l’opinione del Presidente della Cia Giuseppe Politi. "Una relazione chiara, concreta e convincente che ha colpito nel segno. Il monito a ‘tornare alla crescita’ tramite la stabilità e il risanamento è una vera priorità assoluta per il nostro Paese e va, quindi, raccolto e sviluppato con politiche economiche e sociali realmente mirate e con riforme coraggiose". Così il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Giuseppe Politi ha commentato alle "Considerazioni finali" del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. "Un unico neo: ancora una volta – ha aggiunto – verso i problemi dell’agricoltura, che vive una preoccupante crisi strutturale, non c’è stato alcun riferimento. Un vero peccato". Per favorire il rilancio dello sviluppo, ha detto Politi, è apprezzabile il richiamo al consenso e alla concordia. "Sono d’accordo – ha aggiunto – sull’esigenza di un consolidamento delle imprese e delle banche e sull’affermazione di meccanismi di equità sociale. E’ vero che il sistema imprenditoriale italiano ha bisogno di innovazione e di investimenti in ricerca per accrescere la produttività e recuperare il ritardo rispetto al contesto internazionale. E’, però, altrettanto vero che in questi ultimi anni verso le imprese c’è stata poca attenzione e le politiche portate avanti sono state prive di reale consistenza. Il caso delle aziende agricole è emblematico. Di conseguenza, crediamo che la strada indicata da Draghi sia fondamentale per riprendere a competere e a crescere". "In tal senso, ritengo importante anche il richiamo rivolto alle banche affinché riducano i costi e migliorino la qualità dei servizi. D’altra parte, proprio il coinvolgimento degli istituti di credito in questa cruciale fase del Paese assume particolare rilevanza. Essi, infatti, possono di svolgere un ruolo di reale sostegno alle imprese, aiutandole nella crescita dimensionale e favorendo il riorientamento della capacità produttiva e l’innovazione".

L’appello al controllo della spesa è ineludibile. Lo ha detto il Presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani: "Il Governatore ha tenuto una relazione grandemente apprezzabile, sotto ogni punto di vista. Il suo forte appello, poi, al risanamento della finanza pubblica attraverso la prioritaria esigenza del controllo della spesa, è ineludibile. L’obiettivo indicato di responsabilizzare, in particolare, Regioni ed enti locali (che invece innescano vieppiù fenomeni di ripubblicizzazione), di porre vincoli efficaci all’assunzione da parte loro di debiti, di arrivare ad un cambiamento deciso delle regole della spesa pubblica, merita plauso e non può essere ulteriormente pretermesso".

"Il forte accento sulla crescita come condizione necessaria per recuperare competitività e rilanciare lo sviluppo è un segnale che Piccola Industria accoglie con estrema soddisfazione" – commenta Giuseppe Morandini, Presidente Piccola Industria Confindustria. Se vogliamo agganciare il treno della ripresa e far ripartire la nostra economia è fondamentale – ha spiegato – abbattere tutti i vincoli che limitano la crescita dimensionale delle nostre imprese, accompagnandola, come ha chiesto anche il presidente Montezemolo, con strumenti mirati, comela possibilità di rivalutare gratuitamente i cespiti ammortizzabili per le aziende che nascono da fusione e, per spingere l’innovazione, aliquote di ammortamento dei macchinari legate alla vita media dei prodotti che diventa di giorno in giorno più breve". Altro passaggio significativo per lepiccole imprese – ha concluso Morandini – è quello sugli incentivi: occorre una nuova politica di incentivazione, strutturata in modo da concentrare le risorse su pochi, ma significativi progetti, premiando maggiormente quelli aggreganti".

 

 

 

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