BCE taglia i tassi dello 0,25%

A due giorni dal suo insediamento ufficiale a capo della Banca Centrale Europea, Mario Draghi annuncia, a sorpresa, il taglio dei tassi di interesse dell’aerea euro. Il taglio è di un quarto di punto percentuale, così che il tasso di riferimento scende all’1,25%, quello sui depositi allo 0,50% e quello sugli impieghi al 2,00%. La mossa di Draghi è un’inversione di tendenza rispetto agli interventi presi dall’Istituto di Francoforte negli ultimi mesi: dall’inizio del 2011 l’ex Presidente della BCE Jean-Claude Trichet aveva portato il tasso di riferimento dall’1% di gennaio all’1,5%.

Adusbef e Federconsumatori apprezzano la decisione della BCE e si aspettano un ulteriore taglio nella prossima riunione, con l’inflazione nell’area euro che non costituisce un pericolo al contrario della crisi finanziaria e del credit crunch. Le Associazioni dei consumatori "aspettano al varco il neo Governatore di Bankitalia Visco, che dovrà garantire un’attenta vigilanza sulle banche per evitare che tale taglio di un quarto di punto venga incamerato dai banchieri e non possa trasferirsi allo sportello con analoga velocità di quanto non avvenga con l’aumento dei tassi". "La decisione BCE di tagliare tutti i tassi dello 0,25% – concludono Federconsumatori e Adusbef – deve produrre una boccata d’ossigeno per le famiglie e le imprese indebitate, e per i mutuatari che potranno risparmiare sui nuovi mutui (ma anche su quelli vecchi, con una diminuzione della rata di 12-13 euro al mese per mutui di 100.000 euro) o pagare di meno sui prestiti indicizzati, essendo intollerabile nell’attuale di grave crisi economica la doppia velocità, lepri o tartarughe a seconda della mera convenienza dei banchieri".

Anche l’Adoc, ritenendo giusto il taglio dei tassi di interesse, auspica che i prezzi dei prodotti, soprattutto quelli alimentari, calino sensibilmente, di circa il 5-10%. "Con il costo del denaro in calo ci sarebbe la possibilità di un ribasso dei prezzi di tutti i prodotti, soprattutto di quelli alimentari, e dei mutui a tasso variabile – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – L’eventuale discesa dei prezzi, che auspichiamo possa essere tra il 5 e il 10%, potrebbe favorire il risparmio delle famiglie, per circa mille euro a fine anno".

"Sarebbe una fondamentale boccata d’ossigeno per i consumatori, penalizzati gravemente dal carovita. In Italia si spendono in media poco meno di 40 euro al giorno per le spese di base, circa il 2% in più della media europea, ma l’impatto sul reddito è devastante, dato che le spese giornaliere assorbono l’83,8% dello stipendio. Un italiano, lavoratore dipendente, guadagna al netto delle tasse circa 1400 euro al mese, mentre in Germania e in Inghilterra la stessa tipologia di lavoratore guadagna più di 2500 euro al mese, una differenza abissale dell’82,9%. Anche con Francia, Spagna e Svezia il confronto è impietoso, solo in Repubblica Ceca possiamo trovare lavoratori con minor reddito e maggior impatto del costo della vita. Ad oggi – conclude Pileri – non è possibile accedere al risparmio né affrontare spese straordinarie e improvvise ed è praticamente impossibile effettuare acquisti personali. Con un calo dei prezzi ci sarebbe anche la possibilità di un rilancio dei consumi, già penalizzati dal recente aumento dell’Iva dell’1%, a beneficio di tutta l’economia."

Un apprezzamento giunge anche da Adiconsum secondo cui il taglio potrebbe essere un freno all’aumento delle condizioni applicate ai mutui e ai finanziamenti a famiglie e imprese ed una spinta, pur minima, per una ripresa economica. "Ma la decisione della BCE non può essere l’unica in questo momento – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – È necessario che tutti i Paesi europei operino per superare questa difficile fase finanziaria. L’Italia, in questo ambito, ha un compito particolare, perché non solo deve recuperare quella credibilità internazionale che per i propri fondamentali dovrebbe avere, ma convincere di essere in grado di uscire da questo difficile momento. Ciò è possibile – prosegue Giordano – solo se verranno prese misure di giustizia sociale senza penalizzare le famiglie, che ancora in questi giorni stanno pagando pesantemente la crisi. Adiconsum ribadisce, in particolare, l’esigenza di introdurre immediatamente una patrimoniale, esclusa la prima casa, anche su persone e società a partire da quelle di comodo".

L’amministratore delegato di MutuiSupermarket.it Stefano Rossini spiega che "la riduzione di 25 punti base del tasso BCE segue quanto anticipato dal mercato". "Le quotazioni di venerdì scorso dei futures sull’Euribor 3 mesi scambiati al mercato Liffe di Londra prevedevano infatti una riduzione implicita dei tassi di interesse variabili di 25 punti base da qui a fine anno – afferma Rossini – Con questa riduzione, la BCE effettua un cambio di direzione rispetto alle precedenti politiche monetarie intraprese nel corso del 2011, politiche che erano risultate in un aumento di 50 punti base del tasso BCE nel periodo 7 aprile-7 giugno 2011. L’attesa da parte della BCE di un tasso di inflazione in contrazione nel 2012 sino a livelli inferiori al 2% ha permesso alla BCE di effettuare una scelta in favore della crescita economica e della creazione di nuovi posti di lavoro dell’area euro".

Sul fronte dei mutui a privati e famiglie, secondo Rossini "la diminuzione del tasso BCE dovrebbe portare ad una ripresa della domanda di mutui a tasso variabile che erano passati dallo spiegare il 68% della domanda nel terzo trimestre al 64% nel quarto trimestre, complice una forte riduzione dei tassi di riferimento IRS (l’IRS a 20 anni era diminuito infatti di oltre 80 punti base da luglio ad oggi, passando dal 3,67% di luglio al 2,83% odierno). Sui prossimi mesi, la domanda di mutui a tasso variabile dovrebbe essere sostenuta anche dalle aspettative di un clima di tassi variabili stabili o addirittura in ulteriore flessione. Molto dipenderà dalla situazione economica e dalle prospettive di ripresa dell’area euro che diventeranno sempre più visibili nei prossimi mesi e che influenzeranno le future scelte di politica monetaria della BCE".

"Per le famiglie che hanno un mutuo a tasso variabile in corso di ammortamento – conclude l’AD di MutuiSupermarket.it – la riduzione del tasso BCE è una novità di piccolo impatto ma comunque positiva: per un mutuo di 100.000 euro a 20 anni, la rata mensile diminuisce di circa 13 euro, quindi un risparmio annuale di poco superiore ai 150 euro".

 

 

 

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