BIO: Cia: consumi boom, il bio diventa abitudine di spesa

Nonostante la crisi il biologico non rallenta, anzi è passato da moda di nicchia ad abitudine di spesa. Prova ne è la presenza massiccia dei prodotti bio nella Grande distribuzione, che aumenta le vendite togliendo quote di mercato alle botteghe e ai negozi tradizionali. "La crisi non intacca l’appeal del biologico, che guadagna ancora spazio nel carrello degli italiani. A dispetto della crisi dei consumi alimentari convenzionali, il segmento bio continua a correre, mettendo a segno nel primo semestre del 2011 un aumento del 13%".

È quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori alla vigilia del Sana, il 23° Salone internazionale del naturale che si terrà a Bologna da domani all’11 settembre. "E’ chiaro, dunque, il definitivo passaggio del biologico da moda passeggera o ‘di nicchia’ a vera e propria abitudine di spesa – affermano Cia e la sua associazione per il biologico Anabio – come evidenzia la presenza massiccia dei prodotti biologici nelle catene della Gdo. Solo tra gennaio e aprile, infatti, gli acquisti bio crescono del 14,6% nei supermercati, dell’11,8% negli ipermercati e addirittura del 16,1% nei discount".

La spesa bio è trainata soprattutto da pasta e riso (più 32,9%), latte e formaggi (più 20,4 %) e in particolare mozzarelle (più 82,7%), biscotti e dolciumi (più 15,4%) senza il pane (meno 11,3%) e uova (più 13,4%).

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