BIO. Cia e Anabio sul ddl Governo: “Bene ma più controlli per garantire produttori e consumatori”

Il Governo ha approvato, lo scorso 16 febbraio, uno schema di disegno di legge con l’obiettivo di predisporre strumenti idonei perché l’agricoltura biologica assuma un ruolo centrale nel mercato tramite gli opportuni controlli e le regole necessarie a dare piena tutela ai consumatori, anche in considerazione di una domanda in forte crescita. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) e la sua associazione per l’agricoltura biologica (Anabio) commentano con favore l’approvazione del ddl.

Con il provvedimento – affermano gli agricoltori – si sancisce l’obbligo di adeguamento degli Organismi di controllo alle norme 45011 e di accreditamento da parte di organismi riconosciuti in ambito internazionale (Sincert), e si introduce l’obbligo della revisione periodica sul possesso dei requisiti necessari per l’autorizzazione ad operare. Questo fatto è molto rilevante se si considera che uno dei punti di forza dello sviluppo del settore è rappresentato proprio dalla fiducia dei consumatori: un sistema sempre più trasparente non può che sortire effetti positivi sui consumi.

Tuttavia, secondo Cia e Anabio, il disegno di legge non risolve, purtroppo, un vecchio problema del biologico e cioè quello dell’utilizzo di alcune sostanze naturali (solfato di rame, zolfo, solfato ferroso) molto importanti per il settore che dovranno, pertanto, obbligatoriamente essere soggette a registrazione. L’unica perplessità che gli agricoltori avanzano riguarda, infine, i numerosi decreti che dovranno essere emanati ed il rischio di avere un settore non stabilizzato definitivamente, ma soggetto a norme che entreranno in vigore in tempi diversi.

 

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