BIO. Dal 2009 entra in vigore la nuova normativa. Intervista ad A. Ferrante (Aiab)

Dal 1° gennaio 2009 entra in vigore il nuovo regolamento CE per l’agricoltura biologica, Reg. (CE) n° 834/2007, che abroga il Reg. (CEE) n° 2092/91. Per saperne di più Help Consumatori ha intervistato Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab).

Quali i principali meriti e novità del nuovo regolamento sull’agricoltura biologica?

Il primo grande pregio di questo regolamento è quello di mettere ordine a 16 anni di norme sull’agricoltura biologica. Il vecchio regolamento risale al 1991. A questo si sono succeduti altri 52 provvedimenti. Per quanto riguarda la comunicazione, mette in evidenza i principi fondanti dell’agricoltura biologica. In particolare, è importante avere un regolamento europeo che definisca questi principi come quelli della sostenibilità ambientale: quindi per fare biologico è necessario dare la priorità al mantenimento della fertilità del suolo e poi le opportunità di mercato. Si tratta di una affermazione rilevante in un contesto, come quello europeo, dove il mercato la fa da padrone.

Altro elemento di grande interesse di questo regolamento è l’inserimento nel biologico di nuovi settori come l’acquacoltura e il vino. Questo significa che dal 2009 avremo un provvedimento specifico sull’acquacoltura e dal 2010 probabilmente sul vino. Per quanto riguarda questo ultimo settore, non troveremo più la dicitura "vino ottenuto con uve da agricoltura biologica" ma un vero e proprio vino biologico. Spariranno anche le strane etichette con "prodotto da agricoltura biologica", ma si potrà affermare che i prodotti sono biologici. Sul fronte dei controlli ci sono delle novità relative agli enti di certificazione che vengono assimilati agli stessi che certificano le Dop e le Igp seguendo il regolamento comunitario 882 del 2004 sui controlli. Questa scelta, che va verso un sistema sempre più basato sulla certificazione di prodotto, ci lascia qualche dubbio.

Quale la vostra posizione in materia di Ogm rispetto al regolamento?

Critica è anche l’omologazione in termini di etichettatura rispetto al convenzionale quando si parla di contaminazione accidentale da Ogm che può arrivare fino a una soglia dello 0,9%. Noi siamo contrari ad un’azione che mina la comunicazione fra il produttore e il consumatore del bio, un rapporto che si basa sulla fiducia e sulla garanzia che i nostri prodotti sono senza pesticidi e senza Ogm. Non è quindi giusto che nel regolamento ci sia scritto che il biologico può essere contaminato da Ogm fino a un massimo dello 0,9%.Chiediamo con forza un atto ministeriale che affermi che il biologico italiano non è e non sarà mai accidentalmente contaminato da Ogm. Questo significa che tutto in tutto il paniere alimentare che consumiamo, dal pomodoro alla frutta al grano, non ci sono Ogm sul mercato quindi è evidente che non ci possano essere contaminazioni.

In riferimento a questo intervento del Governo italiano da voi richiesto, non c’è il rischio che l’Europa avvii nei nostri confronti una procedura di infrazione?

Nella proposta di regolamento che avanziamo richiediamo solo una maggiore esplicitazione in materia di etichettatura. Noi non vogliamo andare contro il regolamento. Se un’infrazione comunitaria ci dovesse essere siamo aperti al dialogo.

Per quanto riguarda l’etichettatura dei prodotti, secondo lei il regolamento offre una normativa più chiara per il consumatore?

L’etichettatura è sempre stata un punto di forza del biologico. In questa seconda fase il regolamento va verso una trasparenza maggiore rispetto al passato, perchè invece di fare grande battaglia sui loghi degli enti di certificazione afferma l’indicazione solo del codice dell’istituto. L’unico aspetto su cui la nuova normativa comunitaria è in ritardo è l’obbligatorietà del logo europeo che entrerà in vigore a luglio del 2010. In generale, in tema di etichettatura avremo a breve una più evidente determinazione del prodotto biologico e un’indicazione dell’ente di certificazione meno comunicativa.

Come ha accennato prima una delle novità del regolamento 834 è l’introduzione del settore dell’acquacoltura. In termini pratici cosa significa per il consumatore che andrà ad acquistare prodotti ittici?

Parlando di acquacoltura il riferimento è al pesce di allevamento condotto secondo le norme della sostenibilità ambientale: non uso di farmaci e mangimi Ogm. L’obiettivo è quello di riprodurre il benessere e la sostenibilità degli allevamenti zootecnici nel settore ittico. I consumatori potranno così trovare prodotti più sicuri.

Possiamo affermare che in questo regolamento l’ambiente ha un ruolo più importante di quello che occupava nelle precedente normativa?

Questo provvedimento è un ulteriore riconoscimento a tutti i meriti del biologico e consolida delle acquisizioni dell’agricoltura biologico di 17 anni di lavoro. Si tratta di aspetti che il regolamento rilancia come elementi chiave dello sviluppo rurale europeo. La nota negativa è che nelle politiche agricole degli ultimi anni l’attenzione al settore è venuta meno. Anche se il bio è cresciuto nel tempo le politiche agricole non hanno voluto sostenere questo modello.

A cura di Silvia Biasotto

 

PDF: Reg. (CE) n° 834/2007

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