BIO. Ismea: crescono i consumi. Il commento dell’Aiab

I consumi di prodotti biologici continuano a crescere nel 2007. L’Ismea, sulla base delle rilevazioni Panel realizzate in collaborazione con AcNielsen, registra nei primi nove mesi del 2007 un incremento degli acquisti domestici, relativi ai soli prodotti confezionati, del 9,1% in termini monetari. Tra le aree geografiche emerge una netta spaccatura tra Nord e Centro-Sud, con le regioni settentrionali in forte crescita (+18% il Nord-Ovest; +15,3% in Nord Est) e il resto del Paese caratterizzato da riduzioni dell’8,5% al Centro Italia e del 4,3% nel Mezzogiorno.

Secondo Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione Italiana: "I dati di oggi confermano un andamento positivo del settore. Ci preoccupano, invece, i dati negativi registrati al Centro e al Sud Italia, che ci dimostrano come nei canali della grande distribuzione organizzata vada fatta un’operazione di rilancio del biologico in queste aree del paese. D’altra parte – conclude Ferrante -ci conforta il fatto che i dati siano particolarmente positivi, pur riferendosi al segmento di commercializzazione più lento a recepire il messaggio del bio".

I prodotti dell’infanzia, oltre ai salumi e agli elaborati a base di carne, hanno segnato rispettivamente incrementi del 43% e del 36% su base annua. Particolarmente elevati anche i tassi di crescita rilevati per i prodotti ortofrutticoli, freschi e trasformati (+25%), per gelati e surgelati (+25,5%) e per i condimenti (+22%). Gli acquisti di riso e pasta biologici sono cresciuti del 17,1%, mentre latte e derivati hanno registrato, in termini monetari, un incremento del 9,1%. Tra i prodotti contrassegnati invece da una riduzione degli acquisti domestici rientrano gli oli (-7,5%) e il miele (-3,3%). In calo rispetto ai primi nove mesi del 2006 anche pane e sostituti (-3,9%) e biscotti, dolciumi e snack (-5,5%), mentre aumentano le vendite di bevande bio, comprese quelle alcoliche. Positivo, infine, il dato delle vendite presso la grande distribuzione organizzata (supermercati e ipermercati), mentre arretra il bio nel canale discount.

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