BIO. Per gli italiani aumenta spesa con marchio made in italy

Due italiani su tre (68 per cento) acquisterebbero piu’ alimenti biologici se fossero garanti da un marchio l’origine "Made in Italy" dei prodotti in vendita. E’ quanto emerge dai risultati di un sondaggio svolto tra i frequentatori dal sito www.coldiretti.it, in occasione del Salone internazionale dell’alimentazione, salute e ambiente (Sana), dal quale si evidenzia peraltro che il 23 per cento non modificherebbe la propria spesa mentre l’8 per cento continuerebbe a non acquistare il biologico.

Dal sondaggio – hanno sottolineato i coltivatori – viene una precisa indicazione operativa per sostenere la ripresa di un settore che rappresenta il 2 per cento del mercato dei prodotti alimentari con un fatturato complessivo che si stima abbia raggiunto in Italia un valore di 1,5 miliardi di Euro destinata per il 22 per cento a prodotti in scatola, per il 21 per cento a latte e derivati, per il 18 per cento a frutta e verdura, per il 13 per cento a pane, pasta e riso, per il 12 a bevande, per il 9 per cento a carne e uova e per il 5 per cento a prodotti dietetici.

Il 71 per cento degli italiani ha acquistato almeno una volta cibi biologici nel 2005 anche se ad essere particolarmente sensibili a questi prodotti sono soprattutto quelli di età compresa tra i 30 e i 49 anni con laurea, lavoro dipendente, residenza nei grandi centri delle regioni del nord est ed equamente divisi tra donne e uomini, secondo l’identikit tracciato dall’indagine Coldiretti-Ispo sulle opinioni degli italiani sull’alimentazione" dalla quale emerge che la tendenza ad acquistare prodotti biologici cresce con il livello di istruzione. Una dimostrazione che "il biologico è una delle eccellenze che arricchiscono l’offerta Made in Italy in grado di generare valore per le imprese e per i consumatori che chiedono di valorizzare l’identità territoriale degli alimenti" ha affermato il Segretario generale della Coldiretti Franco Pasquali nel sottolineare che "il futuro dell’agroalimentare sta proprio nel sostenere le potenzialità che i diversi sistemi di impresa offrono alla crescita dell’economia, di cui devono essere considerati a pieno titolo figli maggiori."

Anche in considerazione della delega attribuita al Governo – ha precisato l’associazione – occorre sostenere il settore con misure di trasparenza e rendere operativo il marchio del biologico italiano per colmare il ritardo del nostro Paese nei confronti di Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca che hanno da tempo fatto questa scelta. La ripresa nei consumi del biologico Made in Italy è importante per accompagnare – continua la Coldiretti – la decisa inversione di tendenza nella produzione nazionale che dopo anni di continue riduzioni ha ripreso a crescere nel 2005 facendo segnare un aumento del 12 per cento nelle superfici coltivate che superano il milione di ettari (1.067.101,66 ettari), una forte crescita del 22 per cento nel numero degli imprenditori agricoli (44.733), mentre cala per la prima volta il numero di importatori (-6 per cento). I principali orientamenti produttivi – sottolinea lla nota – interessano foraggi, prati e pascoli, e cereali, che nel loro insieme rappresentano oltre il 70% circa della superficie ad agricoltura biologica mentre seguono, in ordine di importanza, le coltivazioni arboree (olivo, vite, agrumi, frutta) e le colture industriali.

Per le produzioni animali – continua Coldiretti – risultano allevati con metodo biologico 222.516 bovini da latte e carne, 825.274 ovi-caprini, 977.537 polli, 31.338 suini, 1.293, conigli ed erano presenti 72.241 alveari di api. Con questi risultati l’Italia – continua la nota – ha conquistato il podio nella classifica mondiale del biologico davanti a Stati Uniti e Brasile ed è preceduta soltanto da Australia e Argentina, tutti Paesi che hanno la disponibilità di terreni coltivati enormemente più grande di quella nazionale. Sul numero totale delle imprese biologiche presenti a livello internazionale una su dieci si trova proprio nel Belpaese che a livello europeo – concludono i coltivatori – è leader assoluto nell’Europa allargata con oltre un terzo delle imprese e oltre un quinto della superficie. Anche di questo si discuterà nel corso della tavola rotonda "Rilocalizzare i consumi: il biologico italiano" fissata presso l’Area Bioforum Pad. 22 A del SANA per Venerdi’ 8 settembre 2006, ore 16.30 con la partecipazione tra gli altri di Marco Camilli (Presidente Anagribios Coldiretti), Elena Battaglini (Responsabile area di ricerca ambiente – IRES), Andrea Ferrante (Presidente Aiab) e Mauro Tonello (Componente Giunta Nazionale Coldiretti e Presidente Coldiretti Emilia Romagna).

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