BIO. Regioni ogm-free, salvaguardare i prodotti anche in Consiglio Ue

BRUXELLES. All’indomani della decisione del Parlamento europeo (PE) di respingere la proposta che mirava a consentire la contaminazione fino allo 0,9% delle produzioni biologiche con organismi geneticamente modificati, la Rete europea delle regioni ogm-free auspica che i ministri dell’agricoltura dell’Ue, nel corso del prossimo passaggio in Consiglio europeo, ne seguano l’esempio salvaguardando i prodotti biologici del nuovo regolamento europeo sulle produzioni biologiche.

Le regioni ogm-free "sottolineano come al PE abbiano prevalso la sensibilità nei confronti delle esigenze di espansione dell’agricoltura biologica e la necessità di mantenere una distinzione efficace tra le produzioni biologiche e quelle convenzionali". Quello del Parlamento viene quindi giudicato dalla rete di regioni europee "un primo passo importante, che va nella direzione giusta: ora, alla vigilia del voto degli Stati in Consiglio, si tratta di proseguire su questa strada".

"Molti agricoltori biologici europei – ricorda il presidente della rete, l’assessore all’agricoltura della Toscana, Susanna Cenni – hanno sempre sostenuto che era necessario ridurre al minimo i livelli di presenza di ogm nei prodotti biologici e la decisione del Parlamento europeo ha riconosciuto la fondatezza di questa preoccupazione". Ma non solo. "Con questo voto – prosegue Cenni – il Parlamento ha scelto di schierarsi in difesa dei diritti dei consumatori a scegliere cibi ogm-free". Il voto del parlamento, sostiene Cenni, "ha premiato la scelta della rete delle regioni ogm-free a lavorare sempre in modo costruttivo con i membri del Parlamento e con la Commissione europea su questo problema. Per questo continueremo a promuovere gli interessi degli agricoltori biologici e dei consumatori, impegnandoci in tutte le questioni correlate come la coesistenza, le soglie di contaminazione per le sementi e le regioni libere da colture geneticamente modificate".

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