CASA. 150 mila famiglie a rischio sfratto nel prossimo triennio

Nel 2008 gli affitti sono aumentati del 16% e nel prossimo triennio circa 150 mila famigliesono a rischio sfratto. Con canoni insostenibili, un aumento delle spese per l’abitazione e la crisi economica, "senza misure di sostegno al reddito delle famiglie in affitto, nel triennio 2009/2011 si prevede che altre 150.000 famiglie perderanno la propria abitazione subendo uno sfratto per morosità incapaci di far fronte al pagamento dell’affitto": è la denuncia che arriva da CGIL e Sunia ed è basata su un’indagine compiuta su mille famiglie sottoposte a sfratto per morosità.

Gli attuali livelli di mercato sono sempre più insostenibiliper le famiglie. Il mercato dell’affitto privato è caratterizzato da famiglie che subiscono gli effetti della crisi economica: il 20,5% è composto da nuclei familiari uni-personali, il 67% delle famiglie in affitto percepisce un solo reddito e in queste il 39,6% è rappresentato da operai e il 29,2% da pensionati, più di un quinto dei capofamiglia ha oltre 65 anni e un quarto è costituito da donne. Dove c’è una sola fonte di entrate da lavoro dipendente o da pensione, l’affitto incide con percentuali comprese fra il 40 e il 50% a Genova e Torino, fra il 50 e il 70% a Bologna e Firenze, oltre il 70% a Milano e Roma, dove l’incidenza oscilla fra l’82% e il 90%. E a fronte di un reddito medio da lavoro dipendente rimasto invariato, pari a circa 16 mila euro netti, gli affitti nel 2008 sono aumentati del 16%.

L’indagine condotta dall’Ufficio studi del Sunia in collaborazione con la CGIL evidenzia una situazione di pericolo per 150 mila famiglie: sul campione considerato, emerge infatti che il 24% delle famiglie sfrattate per morosità ha subito la perdita del posto di lavoro del primo percettore del reddito, il 22% è precario mentre per un altro 21% il percettore è in cassa integrazione.

Negli ultimi cinque anni sono state circa 120 mila le famiglie che hanno perso l’abitazione e per 100mila di esse lo sfratto è stato eseguito per morosità a causa dell’altissima incidenza dell’affitto sul reddito. Su questo fenomeno, denunciano Sunia e CGIL, incide anche "il progressivo svuotamento del fondo di sostegno all’affitto" con stanziamenti governativi che si sono ridotti. "Di fronte a questo scenario il Governo si propone di varare un ‘Piano Casa’ che non affrontata i problemi di queste famiglie e che, anziché concentrarsi sul rilancio del mercato dell’affitto a prezzi sostenibili, si indirizza ancora una volta verso la casa in proprietà che in Italia ha raggiunto livelli difficilmente superabili – ha commentato il segretario generale del Sunia, Luigi Pallotta – Un vero Piano Casa deve partire dall’esigenza di allargare l’offerta di alloggi in locazione a canoni sostenibili dalla domanda e coniugare questa necessità con l’altra, altrettanto importante, di riqualificare le città sotto il profilo urbanistico, energetico e della sicurezza degli edifici".

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