CASA. Adoc Trentino: studenti fuori sede, situazione discreta che esige miglioramenti

La situazione abitativa degli studenti universitari fuori sede che frequentano l’università di Trento è complessivamente "mediamente positiva" anche se potrebbe migliorare. "La situazione sembra in miglioramento, ma riteniamo che qualcosa si possa ancora migliorare, sia in termini di aumento dell’offerta abitativa convenzionata, peraltro in continua espansione, sia in termini di controlli circa la regolarità del mercato privato e delle condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e sovraffollamento degli alloggi". È quanto conclude l’Adoc del Trentino che ha svolto un’indagine sulla condizione abitativa degli studenti universitari dell’Ateneo di Trento. La ricerca si è svolta attraverso l’invio di questionari anonimi: le risposte sono state 2670 e hanno evidenziato un quadro di discreta soddisfazione ma anche temi che meritano di essere affrontati e risolti.

Ecco dunque il quadro della situazione: circa l’ 80% degli studenti alloggia presso privati e solo il 20% presso strutture convenzionate, l’82% condivide l’appartamento e il 64% la stanza. Nota dolente risulta essere la percentuale di studenti che segnalano l’irregolarità della loro situazione contrattuale, pari a circa il 20%. Commenta Adoc: "Pur consapevoli che la percentuale del sommerso in altre città è decisamente superiore a quella trentina, (Roma con il 70%, fonte Codici), riteniamo che il dato relativo alla diffusione di stati di irregolarità debba essere tenuto in considerazione".

Per quanto riguarda l’offerta di servizi presente nella zona di alloggio l’80% si è detto soddisfatto dei trasporti, come pure, con una lieve flessione, (rispettivamente 67%, 66%, 61%) della cultura, della ristorazione e dello sport /tempo libero. Il costo medio mensile sopportato dalla maggior parte degli studenti (63%) è compreso nella fascia tra i 200 e i 400 euro.

"Oltre che per la compilazione del questionario – rileva l’Adoc – molti studenti ci hanno contattato per segnalare un aspetto negativo per loro molto importante, non preso in considerazione nella nostra indagine, ovvero le precarie condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e sovraffollamento in cui sono costretti a vivere molti studenti universitari, per contenere il costo dell’alloggio". Da qui la necessità di intervenire su questo versante, considerando che le richieste in termini abitative degli studenti fuori sede non sono soddisfatti da un’offerta di strutture pubbliche pure in crescita. Molti sono costretti a rivolgersi al mercato privato dove, commenta l’associazione, spesso si creano situazioni di squilibrio nei contratti, se stipulati.

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