CASA. Affitti da capogiro, CODICI: “Controllare contratto di locazione”

Alcuni contratti di locazione potrebbero non prevedere l’aggiornamento dell’affitto all’indice Istat: da qui l’invito che l’associazione CODICI rivolge ai cittadini, affinché facciano esaminare il loro contratto. Lo sfondo, pesante, è quello di un caro affitti che finisce per "mangiarsi" gran parte del reddito da lavoro. "I canoni mensili hanno raggiunto un livello tale da considerare inconveniente, anzi impossibile, per un cittadino dal reddito medio, pagare il canone di locazione piuttosto che comprare direttamente un immobile, nonostante le difficoltà da superare per poterlo acquistare – denuncia CODICI – Secondo l’indagine Sunia, infatti: nel periodo 1999-2008 i canoni rilevati dalle offerte di mercato hanno subito un aumento medio del 150% con punte più alte nei grandi centri urbani. Su un campione di circa 5.000 offerte di locazione pubblicate nel primo semestre 2009, il canone medio riferito ad un’abitazione di circa 80 mq. nei grandi centri urbani è risultato pari a 1.030,00 euro mensili".

E naturalmente si tratta di una media molto approssimativa, che si impenna nelle grandi città come Roma, Milano e Venezia. "La cosa che più ci sbigottisce – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CODICI – è che il reddito mediamente percepito da un normale cittadino si attesta intorno ai 1000-1100€, come si può pretendere che, soprattutto in presenza di un nucleo familiare, ci si privi dell’intero stipendio per pagare l’affitto?".

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