CASA. Cancellati i limiti su pagamento anticipato canone locazione e su rimborso spese condominiali

Per il proprietario di casa che deve essere rimborsato delle spese condominiali poste a carico dell’inquilino non c’è più il limite temporale dei due anni. Ed è stata cancellata anche la norma che stabiliva un limite massimo di tre mesi al pagamento anticipato del canone di locazione. Lo segnala la Confedilizia, precisando che queste norme, ora abrogate, erano contenute in provvedimenti che regolavano "in via transitoria la locazione degli immobili urbani, interamente ridisegnata della legge sull’equo canone, ma che la giurisprudenza considerava ancora in vigore. Il che certo non giovava alla chiarezza e coerenza del quadro normativo".

Secondo la Confedilizia, dunque, è stata cancellata una disparità ingiustificata: quella tra il rapporto locatore-conduttore e il rapporto condomino-condominio. Per il primo rapporto il termine prescrizionale per il pagamento delle spese condominiali era limitato a due anni, mentre per il secondo tale termine era quinquennale.

"L’applicabilità della disposizione sul pagamento anticipato dei canoni – continua la nota della Confedilizia – invece, non consentiva alle parti di concordare liberamente le modalità di pagamento della pigione, in particolare, con riguardo alle locazioni ad uso diverso dall’abitativo. Ora, anche per queste, ciò sarà possibile".

"Nulla cambia, invece, per i contratti di locazione agevolati (quelli redatti sulla base degli Accordi che la Confedilizia stipula con i sindacati degli inquilini) i quali, in ogni caso, devono conformarsi ai tipi di contratto ministeriali. Per i contratti di locazione in corso – conclude Confedilizia – sia che si tratti di locazioni abitative sia che si tratti di locazioni ad uso diverso, occorrerà fare riferimento a quanto in proposito stabilito nell’atto. Qualora fossero previste pattuizioni di corresponsione anticipata di diverse mensilità di canone, esse devono ritenersi pienamente valide (a parte il caso dei contratti agevolati, per i quali si deve comunque fare riferimento alle prescrizioni dell’apposito decreto ministeriale, finché non sia modificato). Ove così non fosse, le parti potrebbero comunque ricontrattare, di comune accordo, le modalità di pagamento della pigione".

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