CASA. Chi vende immobili ricorre sempre di più all’agenzia e al valutatore. Studio Tecnoborsa 2008

Il 71,9% di coloro che hanno venduto immobili hanno fatto ricorso a un canale di vendita formale, cioè agenzie immobiliari e/o altri consulenti; questo dimostra che c’è stata una sostanziale ripresa di fiducia nelle figure intermediarie. Al primo posto c’è l’agenzia immobiliare, cui hanno fatto ricorso il 62,5% delle famiglie che hanno venduto; simile la percentuale anche delle famiglie che hanno acquistato.

E’ quanto emerge dall’Indagine Tecnoborsa 2008 realizzata dal Centro Studi sull’Economia Immobiliare di Tecnoborsa. "Così come già riscontrato nelle due indagini precedenti, l’agenzia continua ad essere percepita principalmente come una buona fonte di informazioni, ancor più che un luogo di riferimento per ottenere una consulenza valutativa del valore di mercato di un determinato bene immobiliare – ha affermato Valter Giammaria, Presidente di Tecnoborsa – Infatti, è più alta la quota di coloro che ricorrono all’agenzia per affidare un incarico di vendita o per venire a conoscenza delle opportunità che offre il mercato, mentre è più bassa la quota di chi la utilizza per far valutare il bene da acquistare o vendere".

Anche nelle previsioni è l’agenzia immobiliare il soggetto privilegiato: il 41% delle famiglie che pensano di acquistare una casa nei successivi 2 anni dichiarano che si rivolgeranno ad essa, anche se poi il ricorso effettivo all’agenzia immobiliare è più basso di quello previsto. Soltanto il 5%, invece, prevede di rivolgersi ad altri consulenti ossia geometri, periti, commercialisti, notai, avvocati.

Tra gli acquirenti delle case, che decidono di non rivolgersi ad un’agenzia immobiliare, la ragione principale è che non ne conoscono nessuna, ma sono molti anche quelli che hanno avuto esperienze negative in passato. Pochi gli acquirenti che non hanno fiducia in questi intermediari o che considerano scarsa la loro offerta.

Tra chi, invece, ha venduto senza l’aiuto dell’agenzia immobiliare cresce la quota di chi crede ritiene che i costi siano troppo elevati (+3,5%) e che i servizi di assistenza e/o consulenza offerti siano scarsi (+4,9%).

I canali informativi utilizzati sia tra chi vende sia tra chi acquista sono gli stessi: passa parola, internet e affissioni pubblicitarie.

Nell’indagine di Tecnoborsa ci sono, infine, i dati di chi ha fatto ricorso ad uno specialista per la valutazione di un bene immobiliare, ed emerge che è cresciuta di molto la percentuale tra i venditori: sono il 71,9% coloro i quali hanno fatto valutare l’immobile da uno specialista prima di venderlo, mentre gli acquirenti sono il 47,1%. In linea con quanto si è riscontrato per l’utilizzo dei canali di compravendita immobiliare, anche per quanto riguarda il valutatore esperto è emerso che vi fanno più ricorso coloro che vendono rispetto a coloro che acquistano.

Andando ad analizzare la figura del valutatore utilizzata da parte di chi ha acquistato, è emerso che il 24,7% di coloro che hanno acquistato negli ultimi due anni si è rivolto all’agenzia immobiliare per far valutare l’immobile, il 18,8% si è rivolto direttamente al valutatore libero professionista (architetto, ingegnere, geometra, perito), e solo il 3,5% ad altre figure. La figura professionale preferita per far valutare l’immobile da chi ha venduto è l’agenzia immobiliare/l’agente immobiliare valutatore (59,4%), seguita da liberi professionisti abilitati (15,6%), mentre nessuno si è rivolto ad altri consulenti.

"Concludendo – ha affermato Valter Giammaria – più che in passato, l’agenzia immobiliare, sia da parte di chi vende sia da parte di chi acquista, rimane il canale preferito per la valutazione e l’intermediazione del bene, seguita con un notevole distacco dagli altri liberi professionisti. Però, l’agente immobiliare non deve più porsi solo come mediatore ma spingere sempre più verso un’offerta multiprodotto, facendo da cerniera tra servizi bancari, assicurativi e intermediazione professionale e offrendosi sempre più come un erogatore di servizi finalizzati alla conclusione di un contratto. Come già sottolineato in passato da Tecnoborsa, bisogna puntare sulla professionalità e sulla competitività, fornendo sempre più servizi ad alto valore aggiunto per far fronte alla crisi che attraversa il mercato ".

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