CASA. Da domani si può accendere il riscaldamento in 32 Capoluoghi d’Italia

Da domani, 1° novembre, potranno accendere gli impianti di riscaldamento gli abitanti di 32 Capoluoghi e, in generale, di tutti i Comuni situati nella "Zona climatica" contraddistinta dalla lettera D. I Comuni sono: Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forlì, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa, Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Verona, Vibo Valentia, Viterbo.

Lo comunica la Confedilizia, ricordando che dallo scorso 15 ottobre i riscaldamenti potevano invece essere accesi dagli abitanti di Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Urbino, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Verona, Vicenza e, in generale, di tutti i Comuni situati nella "Zona climatica" contraddistinta dalla lettera E.

I Comuni situati nella "Zona climatica" F (quali – per esempio – Belluno, Bormio, Brennero, Brunico, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Cuneo, Ovindoli, Pescasseroli, Stelvio, Trento) non hanno limitazioni temporali (potendo in qualsiasi momento accendere i propri impianti), mentre in tutti gli altri Comuni, per attivare i riscaldamenti, si dovrà ancora attendere qualche giorno, come si può vedere nella tabella sottostante.

Confedilizia ricorda infatti che le accensioni delle caldaie sono scadenzate in differenti periodi a seconda della zona climatica in cui i singoli Comuni sono inseriti, mentre i Comuni non presenti in alcuna delle zone in questione sono disciplinati da apposito provvedimento del Sindaco. In particolare, la legge n. 412 del 1993 ha distinto sei diverse zone ("A", "B", "C", "D", "E", "F") ed ha imposto per ogni zona precisi criteri relativi al periodo di accensione degli impianti ed all’orario giornaliero massimo di accensione degli stessi. I Sindaci dei Comuni possono tuttavia ampliare, a fronte di comprovate esigenze, i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti, dandone immediata notizia alla popolazione.

Al di fuori di tali periodi, gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio e, comunque, con durata giornaliera non superiore alla metà di quella prevista a pieno regime. Per conoscere la "Zona climatica" di appartenenza del proprio Comune e per avere ogni utile informazione in merito si può consultare il sito della Confedilizia, all’indirizzo www.confedilizia.it.

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