CASA. Decentramento Catasto, ANCI fa chiarezza su sentenza Consiglio di Stato

Si dice stupita l’ANCI per le dichiarazioni espresse ieri da Confedilizia in merito alla decisione, contenuta nell’ordinanza 4474/2008, assunta dal Consiglio di Stato in merito ad un ricorso – presentato da ANCI e da oltre 300 Comuni – contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva annullato il Dpcm sul decentramento delle funzioni catastali ai Comuni, nonche’ il protocollo d’intesa fra Agenzia del Territorio e ANCI in materia.

La lettura dell’ordinanza – spiega l’Associazione Nazionale Comuni Italiani – consente di affermare che l’appello presentato da ANCI non e’ stato respinto; e’ stata semplicemente negata la sospensione cautelare dell’esecuzione della sentenza, e questo unicamente perchè, secondo il Consiglio di Stato, non si starebbe verificando un danno grave e irreparabile per i Comuni. Nel merito, l’appello presentato da ANCI deve quindi ancora essere discusso e lo sarà quando verrà fissata la data della relativa udienza.

L’ANCI sostiene, tuttavia, di aver letto positivamente l’ordinanza del Consiglio di Stato per almeno due ragioni: perchè risolve implicitamente una delle questioni sulle quali si e’ battuta Confedilizia, ovvero il fatto che ANCI e Comuni non avrebbero avuto titolo per appellare la sentenza del Tar Lazio; l’ordinanza odierna fa infatti chiarezza in merito, riconoscendo la piena legittimazione dei ricorrenti. In secondo luogo, perchè l’ordinanza si pronuncia solo sui profili cautelari, non dicendo nulla di negativo sul merito che, impregiudicato, verrà deciso quanto prima.

La Associazione Nazionale dei Comuni italiani continua dunque la sua battaglia, impregiudicata dalla ordinanza odierna del Consiglio di Stato, e torna comunque a sollecitare un intervento del legislatore e del Governo su una questione che appare fondamentale proprio nel momento in cui nel Paese si parla di federalismo fiscale e di attribuzione ai Comuni di tutta l’imposizione immobiliare.

Confedilizia ribadisce: "La conclusione inequivoca, e sulla quale è proprio inutile imbastire giochi di parole, è una sola: che resta bloccato il decentramento del-le funzioni catastali ai Comuni, ai quali è inibita ogni attività già agli stessi attribuita dal decreto del Presidente Prodi annullato dal Tar".

 

 

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