CASA. Housing sociale, Comune di Milano e privati insieme per costruire 3.380 alloggi

Il Comune di Milano ha dichiarato di essere pronto a mettere a disposizione 310.600 metri quadri in 11 diverse aree per consentire la costruzione di circa 3.380 alloggi in tre anni. E’ il progetto sperimentale di housing sociale, presentato oggi dall’assessore comunale alle Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli, che il Comune di Milano ha deciso di avviare per rispondere ai bisogni abitativi della città.

Il programma punta all’edificazione di un mix residenziale con alloggi sia in affitto a canone sociale, moderato e convenzionato, sia in vendita a prezzo convenzionato, destinati, alle fasce medie-basse della cittadinanza: famiglie numerose o con portatori di handicap, giovani coppie, genitori single con figli, lavoratori e studenti intenzionati a risiedere nel capoluogo lombardo.

Per avviare il progetto, il Comune ha aperto due bandi: il primo (con scadenza al 31 ottobre), per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale sperimentale da dare in locazione a canone sociale, calmierato e convenzionato su tre aeree di proprietà dell’Amministrazione milanese (in via Cenni, via Ferrari e Figino); il secondo (con scadenza al 15 dicembre), per la concessione, in diritto di superficie, di otto aree di proprietà comunale (via Idro, via Rizzoli, via Merezzate, Ponte Lambro, via Voltri, via Tre Castelli, via Fratelli Zoia e via Chiesa Rossa), per la realizzazione di interventi di edilizia residenziale, a canone di locazione sociale, moderato e convenzionato, ma anche in godimento d’uso e con prezzo di cessione convenzionato. Le proposte dei privati saranno selezionate soprattutto in base alla qualità della proposta progettuale,

"Si tratta, comunque, di una sperimentazione che si basa sul presupposto che il privato possa accettare un ritorno di capitale più basso ma garantito dal finanziamento amministrativo – ha dichiarato l’assessore Masseroli – e di una grande scommessa restituire alla città, nei prossimi sette anni, un vero mercato dell’affitto".

Con questo progetto, Palazzo Marino diventa quindi ufficialmente promotore di progetti per realizzare nuovi insediamenti residenziali di qualità, ben diversi dalla tradizionale banlieu milanese, culla di emarginazione ed esclusione sociale.

"Mai più ghetti, quartieri dedicati all’edilizia popolare, ma nuove soluzioni urbanistiche e sociali, con un mix abitativo tra locazione e case di proprietà, spazi commerciali e soprattutto servizi per i cittadini", commenta l’assessore Masseroli che sottolinea anche la "polverizzazione" degli interventi "il più possibile distribuiti su tutto il territorio urbano per favorire l’integrazione e la crescita qualitativa dei nuovi insediamenti". Una scommessa lanciata dal "pubblico", nota Masseroli, ma rivolta al "privato" e ai Fondi etici.

"Le aree del Comune vengono messe a disposizione a livello gratuito – ha precisato l’assessore – sono superati i tempi in cui l’Amministrazione cittadina si prendeva in carico la proprietà e la gestione del patrimonio residenziale pubblico. Noi, ora facilitiamo i privati e la redditività del progetto, pur con margini di guadagno contenuti, intorno al 5-6 %, che però garantiscono utili certi per gli investitori con il settore pubblico, come il il Comune e la Regione, che sostengono la parte "sociale" con mutui agevolati o buoni per la locazione". I nuovi appartamenti avranno un dimensione media di 70 metri quadri e saranno venduti a un prezzo convenzionato fissato a un massimo di 1.800 euro al metro quadro.

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