CASA. Mutui, Consumatori contro proposta Ue sul limite del 40% del valore dell’immobile

Nella giornata di ieri è rimbalzata sui mezzi stampa italiani la proposta della Commissione europea, poi smentita dal portavoce del Commissario al mercato interno Charlie McCreevy, di ridurre al 40% del valore dell’immobile l’importo coperto dai mutui bancari. Oggi, in Italia, il limite è dell’80%. "La proposta dell’Unione Europea credo sia dovuta ai nuovi ingressi di Paesi con un reddito procapite più basso – ha detto ad HC Fabio Picciolini, Segretario di Adiconsum – Noi non siamo d’accordo con questa proposta perché, prima di tutto, quasi nessuna banca italiana arriva a coprire l’80% del valore dell’immobile e poi perché lo sbarramento al 40% negherebbe l’accesso al mutuo a molte famiglie".

Reazioni di disaccordo sulla proposta Ue sono arrivate anche da Federconsumatori e Adusbef. "La proposta della Commissione europea, oltre ad essere assurda e demenziale, dimostra ancora una volta il grado di competenza dei commissari europei. In che pianeta vivono i commissari europei?" si sono chiesti i rispettivi presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti.

"Non sanno Lorsignori che la crisi dei mercati finanziari mondiali, che sta mangiando l’economia reale, non deriva dai mutui erogati in Europa, che raggiungono il massimo del 70/90% del valore dell’immobile, ma dalla creazione del denaro dal nulla con swap, strutturati, prodotti derivati e da crediti concessi negli Usa per l’acquisto delle abitazioni a cittadini che non avevano alcuna possibilità,con i propri redditi dichiarati di effettuare il rimborso?"

Ed anche la precisazione del portavoce di Charlie McCreevy, secondo le due Associazioni dei consumatori "è una toppa peggiore del buco". Adusbef e Federconsumatori preoccupate ancora di più dalle smentite del portavoce, che confermano la discussione su una proposta demenziale, chiedono maggiori chiarimenti su eventuali direttive che determinano le libertà economiche di milioni di consumatori.

Importante è la posizione del comitato Ebic (European banking industry commettee), che rappresenta le principali federazioni dell’industria bancaria europea (dalla Fbe alle associazioni delle banche cooperative, di risparmio e pubbliche alla European Mortgage Federation alla federazione delle societa’ di leasing), che non ritiene appropriato il tetto unico europeo al 40%. "I mercati immobiliari residenziali – ha scritto l’Ebic in un documento inviato alla Commissione Ue circa un mese fa – sono diversi da stato a stato: alcuni sono più speculativi mentre altri sono più conservativi".

Le banche europee preferiscono la direttiva attualmente in vigore che si limita a indicare in termini generali la possibilità di erogare mutui solo "se il valore della proprietà eccede l’esposizione di un margine significativo". Secondo l’Ebic le restrizioni indicate da Bruxelles nel documento di consultazione non sono congrue anche perché "la direttiva già contiene requisiti per assicurare che il collaterale immobiliare sia valutato in modo prudente e frequentemente".

 

 

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