CASA. Mutui a tasso variabile, Federconsumatori e Adusbef: “Si profila una stangata”

Mutui a tasso variabile: si profila una "stangata" per oltre tre milioni di famiglie che rischiano aumenti da 150 a 163 euro annui per un mutuo da centomila euro e da 326 a 656 euro annui per un mutuo da duecentomila con un piano di rientro ventennale. È quanto stimano Federconsumatori e Adusbef che hanno inviato una lettera di protesta all’Antitrust italiano ed europeo e chiedono l’intervento della Banca d’Italia e del Governo a tutela delle famiglie.

Secondo le associazioni, "si profila una ulteriore stangata per circa 3,2 milioni di famiglie, che fidandosi dei cattivi consigli delle banche, hanno stipulato mutui a tasso variabile, contro il 9 per cento (300.000) che hanno lottato per spuntare irripetibili tassi fissi, a prescindere dalle decisioni BCE del 6 settembre 2007. E’ l’effetto – scrivono in una nota stampa – del vizietto truffaldino degli istituti di credito (specie operanti in Italia, che già lucrano 1 punto in più sui mutui, rispetto alla media applicata dalle banche europee), che anticipano ogni piccolo sentore di aumento BCE del costo del denaro, con rincari tempestivi su mutui, presiti, fidi e la griglia degli "impieghi", dimenticando di adeguare, così come previsto perfino dalla legge Bersani, i tassi sui depositi e librettini di risparmio delle famiglie, fissate all’irrisorio tasso da "presa in giro" dello 0,0015%".

Adusbef e Federconsumatori hanno inviato una lettera di protesta all’Antitrust italiano ed europeo e chiedono l’intervento della Banca d’Italia e del Governo a tutela delle famiglie italiane che, stimano le associazioni, "vedranno così aumentare da oggi le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l’anno, per un mutuo di 100.000 euro, mentre un mutuo di 200.000 con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l’anno, senza contare che la quasi totalità delle banche, impongono l’apertura del conto corrente per erogare il mutuo e che richiedono anche 6-7 euro per pagare le rate di mutui, in precedenza gratuite. Famiglie già penalizzate dall’assenza di concorrenza delle banche in Italia, che devono pagare rate più salate di 1 punto, rispetto alla media UE (tassi sui mutui regolati al 5,67% in Italia contro 4,72 % UE), con un aggravio di rata fino a 707 euro in più".

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