CASA. Rapporto Nomisma: in calo le compravendite nel 2007 (-5%)

L’anno che si è appena concluso ha accompagnato il termine di questo ciclo virtuoso, facendo inclinare verso il basso la curva della crescita di 5 punti percentuali dopo un paio di anni in cui il motore immobiliare stava progressivamente rallentando. E’ quanto si legge nel I Rapporto sul mercato immobiliare 2008 oggi presentato a Bologna. In termini assoluti il calo delle contrattazioni è a meno di 800.000 e con un consuntivo peggiorativo rispetto alle previsioni. Le intenzioni di acquisto sono invece ai minimi segnando il livello più basso dell’ultimo ciclo immobiliare (2,2%).

Colpa soprattutto della diminuzione del potere di acquisto immobiliare, in calo del 24% nell’ultimo decennio, nonché la crescita dei tassi di interesse. In particolare, il rapporto fra debito complessivo e reddito si attesta al 50% (se si considerano i soli mutui i rapporto scende al 40%), in costante crescita dal 2000 ad oggi, mentre nella media europea è al 90%. Il tasso di sofferenza delle famiglie sui mutui è dell’1,8% e dovrebbe rimanere stabile per tutto il 2008.

Mentre le compravendite e il potere di acquisto delle famiglie diminuiscono i prezzi delle case aumentano: il rapporto registra nel 2007 un incremento del 5,1% nelle grandi aree urbane e del 5,9% nelle città intermedie. I rincari degli immobili non residenziali sono, nelle città intermedie, oltre il 6.

Guardando al 2008 Nomisma parla di una "diminuzione delle quantità scambiate nell’ordine del 5-7% con riduzione ulteriore del 10% per le grandi città, a prezzi stabili in termini nominali". "Le previsioni degli operatori – precisa – subiscono un netto peggioramento nel corso degli ultimi mesi e sono prevalentemente orientate ad una flessione sia sul fronte delle quantità che dei valori di compravendita. Si tratta dell’indicazione più pessimistica dagli inizi del ciclo espansivo e per la prima volta prevalgono le indicazioni di calo rispetto a quelle di stabilità".

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