CASA. Riscaldamento, obbligatoria manutenzione caldaia

Il 15 ottobre è prevista l’accensione dei riscaldamenti nei Comuni che appartengono alla zona climatica E (vedi la tabella con l’indicazione delle sei aree climatiche). Via via toccherà a tutte le Regioni. Prima di precedere all’accensione, però, è obbligatoria la verifica dell’impianto.
Il Decreto legislativo 192/2005, che regolamenta i tempi e le modalità delle verifiche degli impianti, stabilisce che: "per gli impianti di potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 35 kW" (quelli condominiali centralizzati, per esempio) i controlli vanno effettuati almeno ogni anno, sia che si tratti di impianti alimentati a combustibile liquido o solido, sia che si tratti di impianti alimentati a gas (allegato L, comma 1, par. a).

Gli impianti con potenza inferiore a 35 kW (quasi tutti quelli autonomi di appartamenti di dimensioni medie) devono essere verificati ogni due anni, qualora "il generatore di calore abbia un’anzianità di installazione superiore a otto anni e per gli impianti dotati di generatore di calore ad acqua calda a focolare aperto ( non a tiraggio forzato) installati all’interno di locali abitati". Per gli altri impianti con potenza inferiore a 35kW, dunque le caldaie con tiraggio forzato e quelle a focolare aperto situate non in locali abitati, il decreto sancisce l’obbligo di controllo addirittura ogni quattro anni (allegato L, comma 1, par. b-c).
Riassumendo:

  • Controllo fumi (con annessa pulizia) ogni 4 anni: se la caldaia ha meno di 8 anni, ed è stagna oppure installata esternamente all’appartamento.
  • Controllo fumi (con annessa pulizia) ogni due anni: se la caldaia ha più di 8 anni ed è stagna oppure installata esternamente all’appartamento.
  • Se la caldaia è installata da meno di 8 anni ma è non stagna e installata all’interno dell’abitazione, i controlli di efficienza termica vanno effettuati ogni due anni.

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