CASA. Uil: ritorno Ici costerebbe 136 euro a famiglia

Se ne parla, anche se al momento sono solo voci di stampa. La necessità di far quadrare i conti e le misure all’insegna dei sacrifici richieste all’Italia per superare l’attuale congiuntura economica ha fatto spuntare l’ipotesi di reintroduzione dell’Ici, l’Imposta comunale sugli immobili sulla prima casa. E un’indagine del Servizio Politiche Territoriali della Uil ha fatto qualche conto: la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa costerebbe, in media, 136 euro a famiglia. Ammonterebbe a 185,40 euro per una casa accatastata in A/2 e 86,62 euro per una casa in A/3.

L’indagine prende in considerazione – nelle 104 città capoluogo di provincia – il costo annuo dell’imposta riferita alla media di un appartamento di 80 mq., di categoria A/2 (abitazione civile) e A/3 (abitazione economica e popolare), con aliquote e detrazione sulla prima casa deliberate dai Comuni per il 2011. "Le nostre stime – spiega il Segretario confederale della UIL, Guglielmo Loy – indicano che, qualora venisse reintrodotta l’imposta con le attuali regole, questa produrrebbe per i Comuni un gettito totale di circa 3,7 miliardi di euro, equivalenti al 41% dell’attuale gettito Ici (9,1 miliardi di euro), portando così complessivamente nelle casse dei Comuni oltre 12,8 miliardi di euro". L’onere naturalmente cambierebbe da città a città. Solo per fare qualche esempio: nei capoluoghi di regione, si va dagli oltre 400 euro a famiglia previste a Bologna e Roma ai poco meno di 400 di Firenze e Milano; si pagherebbe una cifra di poco inferiore a 300 euro a Genova, per scendere a poco più di 200 euro a Napoli e a una cifra inferiore ai 200 euro a Torino.

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