CASA. Unione Inquilini: aumentano gli sfratti per morosità

Aumentano gli sfratti per morosità. E se il numero delle sentenze di sfratto emesse nel 2005 risulta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, aumentano invece le richieste di sfratto presentate all’Ufficiale Giudiziario: a livello nazionale, queste infatti passano da 77.548 richieste del 2004 alle 104.940 richieste del 2005 (con un aumento di oltre il 35%). Su Roma e Lazio, invece, emerge un dato in controtendenza: c’è una riduzione delle richieste presentate all’Ufficiale giudiziario, che viene però interpretata come indice del fatto che i tempi per gli sfratti si sono ridotti. Ma aumentano complessivamente gli sfratti eseguiti e aumentano al tempo stesso quelli dovuti a morosità: sono i dati ufficiali sugli sfratti, aggiornati al 2005, presentati oggi a Roma dall’Unione Inquilini e dal Coordinatore della Segreteria di Roma e del Lazio Guido Lanciano.

Gli sfratti eseguiti a livello nazionale sono passati da 25.188 del 2004 ai 25.369 del 2005 con un aumento dello 0,72%, calcolato per difetto perché mancano i dati di alcune province. A livello locale, a Roma e provincia si riscontra un aumento degli sfratti eseguiti che passano dai 2724 del 2004 ai 2872 del 2005, con un aumento del 5,43%. Nel Lazio (compresa la Capitale) stessa tendenza: gli sfratti eseguiti sono infatti aumentati del 5,59% dal 2004 al 2005, passando da 3237 provvedimenti a 3418. Rispetto alla tipologia degli sfratti, aumentano quelli dovuti alla morosità: a livello nazionale si passa dai 30.816 del 2004 ai 33.200 del 2005 su un totale di 44.988 sentenze emesse. I dati dell’Unione Inquilini fanno inoltre registrare come un aumento degli sfratti per morosità sia anche a Roma, dove si passa dalle 3279 sentenze del 2004 a 3345 del 2005. Un dato, quest’ultimo, di tendenza diversa rispetto a quello regionale: nel Lazio, infatti, complessivamente le sentenze di sfratto per morosità sono diminuite passando dalle 4283 del 2004 alle 3994 del 2005.

Ogni giorno a Roma vengono emessi – calcola l’Unione Inquilini – 25 nuovi provvedimenti di sfratto, di cui 10 per finita locazione e 15 per morosità. In 4 anni nella Capitale gli sfratti eseguiti con la forza pubblica sono stati 10.898, i nuclei familiari sfrattati e inseriti in graduatoria delle case popolari sono diventati oltre 3000 e il Comune ha assegnato 622 alloggi. "I canoni – ha commentato Guido Lanciano – sono troppo alti". L’Unione Inquilini ha dunque richiesto "un intervento strutturale sull’edilizia residenziale pubblica e sull’edilizia privata" rispetto ai "provvedimenti tampone" finora seguiti. "Pensare che il mercato possa calmierare senza l’intervento del pubblico – ha aggiunto – è stata una scommessa persa".

Secondo l’Unione Inquilini "è necessario che al Senato il disegno di legge del Ministro Ferrero sia approvato senza modifiche entro il mese corrente". "Chiediamo uno sforzo del Governo per l’abolizione del canone libero e il ritorno a un canone concordato fissato da contrattazione fra sindacati degli inquilini e della proprietà". La richiesta rivolta al Comune di Roma è invece "di dare seguito a quanto fatto nel X Municipio e di requisire gli appartamenti delle grosse proprietà che sono sfitti", intendendo per queste ultime "società, Casse e coloro che hanno più di cento appartamenti sul territorio nazionale". A Roma, del resto, si calcola che per un appartamento di circa 80 metri quadrati in semiperiferia l’affitto si aggiri in media intorno ai 1000-1100 euro mensili. Escluse le altre spese.

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