CASA. WWF contro il piano casa: “Un attacco al Belpaese camuffato con la voglia di veranda”

Grazie al decreto legge sul così detto "piano casa" si potranno ampliare del 20% tutti gli immobili realizzati, anche in sanatoria, entro il 31 dicembre 2008. Secondo il WWF questo è un "vero e proprio attacco senza precedenti al Belpaese e al suo paesaggio volutamente camuffato con l’esca più banale, cioè la voglia di veranda". Per questo il WWF nei prossimi giorni interverrà direttamente sui Ministri in vista della riunione del Consiglio di venerdì prossimo e su tutte le Regioni che mercoledì, 25 marzo, sono chiamate ad esprimere un parere nella Conferenza Stato Regioni.

Secondo l’associazione ambientalista se venisse approvato il piano casa tutti gli abusi edilizi realizzati, se rientrano nel limite del 20% sino a 300 metri quadri, verrebbero fatti passare come opere nuove e quindi sanati.

"Quanto si sta facendo non risponde in alcun modo ad un interesse pubblico, ma ad una sommatoria di interessi privati – ha dichiarato Gaetano Benedetto co-direttore del WWF Italia – E’ talmente clamoroso il tutto che sembra un tardivo scherzo di carnevale, o un pesce d’aprile anticipato, la speranza è che qualcuno si renda conto, che il Parlamento, le Regioni, la Corte Costituzionale, ma soprattutto il mondo della cultura, delle università, delle Associazioni, prendano coscienza che mai, davvero mai, il Belpaese aveva ricevuto un simile attacco".

"Il Governo è andato ben oltre il 20% di cubature aggiuntive – si legge in un comunicato diffuso oggi dal WWF – e certo non si è limitato, come sarebbe ampiamente auspicabile, alle sole aree metropolitane consolidate. Sono investite tutte le aree protette, le zone paesaggistiche, saltano gli indici di edificabilità fissati dai Comuni, nulla si prevede per gli standard di verde pubblico".

Dunque il WWF giudica il piano casa un "grandissimo regalo agli imprenditori che potranno aumentare i capannoni del 35% ed ogni tipo di immobile industriale o commerciale". Inoltre senza indici di efficienza energetica non esiste controllo e l’alternativa della possibilità del risparmio idrico è come dire che basta mettere il recupero delle acque piovane e i rubinetti di nuova generazione per costruire il 35% in più.

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