CITTADINI IN PARLAMENTO

A Camere sciolte e con i partiti impegnati ad ultimare le liste, presentiamo 5 schede riassuntive di altrettanti provvedimenti di iniziativa governativa che sono rimasti in sospeso – e non produrranno quindi alcun effetto sul nostro ordinamento – a causa della chiusura anticipata della legislatura. Si tratta: delle norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato; delle disposizioni per la semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute; della delega al governo per definire un sistema di protezione sociale per persone non autosufficienti e di sostegno alla famiglia; delle disposizioni in materia di credito al consumo e di vigilanza sulle assicurazioni private ed inoltre delle misure in materia di circolazione e di sicurezza stradale.

I provvedimenti

  • Norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato.

Il provvedimento si poneva l’obiettivo di promuovere un’appropriata assistenza alla nascita, tutelando i diritti e la libera scelta della gestante, in modo coerente con i modelli organizzativi delle regioni e di assicurare la tutela della salute materna, il benessere del nascituro e quello delle famiglie nell’esperienza della genitorialità. Finalità del ddl anche la riduzione dei fattori di rischio di malattia, pre e post-concezionali del nascituro attraverso appropriati interventi preventivi ed inoltre il potenziamento dell’attività dei consultori familiari, con l’attivazione di programmi specifici per la salute pre-concezionale e riproduttiva, per la tutela della maternità e per la promozione dell’allattamento al seno. Tra le priorità individuate nel disegno di legge: l’aggiornamento e la verifica delle prestazioni inerenti all’assistenza preventiva per la salute preconcezionale e in gravidanza; il controllo e la gestione del dolore nel travaglio-parto, nel quadro di una maggiore e migliore umanizzazione dell’evento nascita, anche attraverso il ricorso a tecniche avanzate di anestesia locale e di tipo epidurale, in condizioni di appropriatezza e nell’ambito dei modelli organizzativi locali e la garanzia di un’adeguata rete di emergenza per il neonato e per la gestante favorendo, ove possibile, il trasferimento preventivo della gestante presso un centro appropriato.

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  • Disposizioni per la semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute e altre disposizioni in materia sanitaria, di divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche, nonché per la copertura di sedi farmaceutiche.

Col disegno di legge si intendeva semplificare gli aspetti burocratici relativi a diverse questioni in materia di sanità. Si proponeva in particolare l’abolizione delle certificazioni di idoneità al lavoro e vaccinali e si disponevano misure per favorire la prescrizione di farmaci per il trattamento del dolore severo e in materia di semplificazione nella tenuta dei registri degli stupefacenti. Nel provvedimento anche importanti disposizioni relative alla somministrazione e alla vendita di bevande alcoliche. Il ddl aveva ricevuto il via libera di Palazzo Madama ed era stato assegnato per l’esame in sede referente alla commissione Affari sociali di Montecitorio il 9 gennaio scorso.

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  • Delega al Governo a definire un sistema di protezione sociale per persone non autosufficienti e di sostegno alla famiglia. Disposizioni in materia di politiche sociali

Oltre a contenere la delega al Governo in materia di protezione sociale e cura delle persone non autosufficienti e dare quindi una disciplina compiuta al settore, il provvedimento prevedeva l’istituzione del Fondo di solidarietà per i mutui destinati all’acquisto della prima casa, al fine di sostenere i cittadini in difficoltà temporanea nel pagamento delle rate, e l’istituzione del Fondo per la lotta contro le povertà estreme. Il potenziamento degli interventi di assistenza in favore delle persone che vivono in condizioni di estrema marginalità veniva individuato come un’urgenza primaria nel quadro delle politiche per la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, in considerazione del crescente numero di persone che si trovano a vivere, particolarmente nelle aree metropolitane, in gravi condizioni di marginalità e registrata la scarsa attenzione riservata fino ad oggi a tale fenomeno. Il provvedimento ha ricevuto solo il via libera dal Consiglio dei ministri e non c’è stato tempo per l’assegnazione alle commissioni parlamentari competenti.

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  • Disposizioni in materia di credito al consumo e di vigilanza sulle assicurazioni private

Il disegno di legge puntava ad apportare alla normativa vigente in materia di credito al consumo gli aggiornamenti necessari, in particolare per migliorare le garanzie a tutela dei consumatori ed assicurare un maggiore livello di trasparenza, nonché per evitare al consumatore di trovarsi in una condizione di esposizione debitoria eccessiva rispetto al suo patrimonio. Il provvedimento si articolava attorno ad alcuni aspetti fondamentali, costituiti dalla tutela dei diritti dei consumatori, da realizzarsi attraverso la previsione di regole di trasparenza e l’introduzione di norme relative ai rapporti contrattuali tra il soggetto finanziatore ed il consumatore. In particolare nel testo si faceva riferimento all’inversione a carico dell’intermediario finanziario dell’onere della prova per quanto riguarda il rispetto degli obblighi precontrattuali ed alla facoltà di recesso da parte del consumatore, alla revisione della disciplina del tasso annuo effettivo globale (TAEG) e ad una più puntuale definizione dei requisiti degli intermediari finanziari operanti in questo settore. Il ddl prevedeva anche la soppressione dell’Isvap e l’attribuzione delle sue competenze e dei suoi poteri di vigilanza alla Banca d’Italia e alla Consob. L’iter si è fermato in commissione Finanze alla Camera.

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  • Disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale nonché delega al Governo per la riforma del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285

Travagliata la vita parlamentare del disegno di legge in materia di sicurezza stradale. Approvato dalla Camera il 22 giugno, modificato dal Senato il 19 settembre e ritornato quindi a Montecitorio, durante una delle ultime sedute della commissione Trasporti della Camera, a gennaio, il provvedimento ha ricevuto il via libera su cinque emendamenti. La commissione Trasporti nell’occasione ha approvato la proposta del relatore Michele Meta del Partito democratico di ritirare i molti emendamenti presentati dalle varie forze politiche concentrandosi su quelli sui cui era stata raggiunta una mediazione. Gli emendamenti approvati riguardavano la cosiddetta "guida accompagnata", la guida in stato di ebbrezza e le barriere stradali di sicurezza.

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