CITTADINI IN PARLAMENTO

Il 13 e il 14 aprile bisognerà recarsi alle urne per eleggere la nuova Camera e il nuovo Senato. Cittadini in Parlamento questa settimana è dedicato proprio al voto, con una specifica guida sulle elezioni 2008. I cittadini non verranno chiamati solo ad esprimere una preferenza sul nuovo Parlamento, ricordiamo infatti che si vota anche per le regionali in Friuli Venezia Giulia e in Sicilia, per le provinciali ad Asti, Varese, Massa-Carrata. Roma, Benevento, Foggia, Catanzaro e Vibo Valentia. Alle urne inoltre 426 comuni, di cui 70 superiori a 15 mila abitanti, tra quali spicca Roma.

Come si vota

Una scheda per la Camera e una per il Senato a disposizione dell’elettore.
In entrambe sono raffigurati i simboli delle liste in competizione, rispettivamente, nella circoscrizione o nella regione. I simboli delle liste appartenenti alla medesima coalizione appaiono riprodotti in linea orizzontale, uno accanto all’altro, su un’unica riga. L’elettore esprime il voto tracciando un segno sul simbolo della lista prescelta. Non è possibile manifestare "voto di preferenza" per candidati ma si potrà esprimere solo il voto di lista.

Distribuzione seggi

Per l’elezione della Camera il riparto dei seggi si effettua su base nazionale, con successiva attribuzione alle circoscrizioni.
Accedono alla ripartizione le coalizioni che abbiano raggiunto complessivamente, sommando le cifre elettorali nazionali di tutte le liste componenti, il 10 per cento del totale dei voti validi, purché almeno una delle liste collegate superi il 2 per cento, o sia rappresentativa di minoranze linguistiche.
Sono ammesse al riparto anche le singole liste non collegate che abbiano ottenuto almeno il 4 per cento dei voti validi nazionali, nonché liste collegate a coalizioni non ammesse, ma che abbiano raggiunto singolarmente tale soglia, oltre a liste rappresentative di minoranze linguistiche.
E’ previsto un premio di maggioranza su base nazionale che permette ad una delle coalizioni o delle liste singole di ottenere almeno 340 seggi (corrispondenti circa al 55 per cento dei seggi da assegnare)
I seggi conquistati da coalizioni sono poi ripartiti, sempre sul piano nazionale, tra le liste componenti. A ciascuna ripartizione interna sono ammesse le liste che abbiano ottenuto almeno il 2 per cento dei voti e la maggiore tra le liste eventualmente sotto tale soglia.

Per quanto riguarda il Senato il riparto dei seggi si effettua esclusivamente su base regionale. Sono ammesse le coalizioni che ottengano il 20 per cento dei voti validi della regione, nonché le liste singole che raggiungano l’8 per cento. Il premio di maggioranza esiste a livello regionale.
Il sistema descritto per il Senato non si applica, però, per la Valle d’Aosta, il Molise e il Trentino-Alto Adige, regioni per cui sono, infatti, previste alcune discipline specifiche.

Italiani all’estero

I cittadini italiani stabilmente residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali della circoscrizione Estero, possono partecipare alle elezioni votando per corrispondenza. Essi votano per le liste di candidati presentate nella rispettiva ripartizione della Circoscrizione Estero. Le quattro ripartizioni della circoscrizione Estero sono: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.
L’elettore, utilizzando la busta già affrancata inviata dal Consolato competente per posta e seguendo attentamente le istruzioni contenute nel foglio informativo, dovrà spedire senza ritardo le schede elettorali votate, in modo che arrivino al proprio Consolato entro – e non oltre – le ore 16 ora locale del 10 aprile 2008.

Cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali

Il diritto di voto per corrispondenza dei cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali è consentito:

a) al personale appartenente ai reparti organici o facenti parte di equipaggi di nave delle Forze armate e delle Forze di polizia temporaneamente all’estero perchè impegnato nello svolgimento di missioni internazionali;

b) ai dipendenti di amministrazioni dello Stato, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero sia superiore a sei mesi, nonché, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero, ai loro familiari conviventi;

c) ai professori universitari, ordinari ed associati, ai ricercatori ed ai professori aggregati che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data di convocazione dei comizi, si trovano all’estero da almeno tre mesi.

Voto a domicilio

La legge 27 gennaio 2006 n. 22 consente il voto domiciliare per gli elettori in dipendenza vitale da apparecchiature elettromedicali. L’elettore affetto da gravi infermità in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali che vorrà votare nella propria dimora dovrà far pervenire entro quindici giorni dalla data della votazione, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione ed indicarne il completo indirizzo. Alla dichiarazione devono essere allegate la copia della tessera elettorale ed un certificato medico rilasciato dal funzionario medico, designato dalla competente azienda sanitaria locale, da cui risulti l’esistenza di un’infermità fisica che comporta la dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, tali da impedire all’elettore di recarsi al seggio. Durante le ore in cui è aperta la votazione il presidente dell’ufficio elettorale di sezione con l’assistenza di uno degli scrutatori del seggio si recherà quindi a casa dell’elettore per raccogliere il voto.

Voto assistito

E’ il tipo di voto che consente agli elettori con grave infermità di essere accompagnati all’interno della cabina elettorale da un altro elettore. Possono fruirne i non vedenti, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da gravi impedimenti agli arti superiori che non consentono di esprimere autonomamente il voto.
In questi casi per agevolare le persone che hanno un handicap permanente, è possibile richiedere che sulla tessera elettorale venga messo un timbro che attesti questa necessità per tutte le future chiamate alle urne.
Per votare con l’aiuto di un accompagnatore occorre essere in possesso della tessera elettorale con l’annotazione specifica oppure essere in possesso di una certificazione rilasciata dall’Asl, anche in occasione di altre consultazioni o ancora, per i ciechi, essere in possesso di un libretto con annotati i codici 10/11/15/18/19/05/06/07.

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