CLASS ACTION. Adiconsum: le richieste di rinvio sono ingiustificate e pretestuose

L’associazione di consumatori Adiconsum giudica "del tutto ingiustificate e pretestuose le richieste che arrivano da Banca d’Italia e Confindustria che spingono in direzione di un rinvio dell’avvio dell’azione collettiva che dovrebbe partire invece il prossimo 1 luglio". E’ quanto è emerso nel corso del convegno "Conciliazione individuale e azione collettiva: due modalità per risarcire i consumatori" che Adincoum ha tenuto ieri a Milano.

"E’ assolutamente falso e pretestuoso affermare che partirebbero una marea di ricorsi", ha dichiarato a Help Consumatori Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum, sottolineando che "chi si tratta di una campagna orchestrata a dovere dall’associazione di riferimento degli imprenditori italiani per azzerare la class action".

Secondo il segretario generale di Adiconsum, chi continua a ventilare un’ipotetica minaccia di migliaia di azioni collettive pronte per essere presentate "mente sapendo di mentire, perché la maggior parte delle associazioni di consumatori non ha ancora deciso azioni di questo tipo, e comunque, con questa legge, si attiverebbero procedure lunghissime, che potrebbero durare anche 10-15 anni. La verità è che Confindustria teme che la class action possa estendersi dai consumi anche al mondo del lavoro, andando a toccare le varie problematiche, come la salute e la sicurezza, tragicamente d’attualità anche negli ultimi giorni".

Secondo Landi, la legge attuale sull’azione collettiva è troppo macchinosa e va migliorata per renderla simile a quella in vigore in altri Paesi europei.

"Indubbiamente la class action deve essere più agile, più semplice e soprattutto deve portare a sentenze esecutive da cui si possa incentivare un meccanismo si soluzioni negoziate". In altre parole, continua Landi, "la legge attuale garantisce le imprese, non i consumatori. Ma nonostante tutti i limiti che l’azione collettiva all’italiana presenta, chiediamo comunque al ministro che entri in vigore dal 1 luglio prossimo".

Sul piano generale, l’Adiconsum ha ricordato nel corso del convegno che le procedure conciliative rappresentano un’esperienza consolidata nella tutela dei consumatori.

"Sono oltre 11.000 le conciliazioni concluse annualmente nella telefonia, 35.000 nel settore finanziario (a cui se ne aggiungono altre 23.000 in corso d’opera), e solo 200 circa nel settore assicurativo – ha precisato Landi -. Nelle assicurazioni, a differenza delle banche ove sono in corso accordi diretti con i singoli istituti bancari, viene concordato con l’Ania, l’associazione nazionale di categoria fra le imprese assicuratrici, a cui però, non sono seguite intese applicative con le singole compagnie".

Ulteriori procedure di conciliazione sono in corso di definizione in altri settori esposti oggi ai processi di liberalizzazione (in particolare, gas ed elettricità). A questo proposito l’Adiconsum sottolinea che "le procedure conciliative rispondono a problematiche di contenzioso individuale: non possono né devono rispondere a tutte quelle pratiche commerciali scorrette organizzate, ove sono indispensabili strumenti collettivi quali la class action" e giudica importante la decisione presa da Banca d’Italia e della Consob di valorizzare quelle procedure che consentono soluzioni rapide e non costose per i consumatori.

"Il modello di conciliazione che ha avuto più risultati – osserva Adiconsum – , è stato quello della conciliazione diretta in cui si incontrano un rappresentante delle associazioni di consumatori e un rappresentante dell’impresa e ricercano una possibile mediazione". Altre tipologie, formalmente più perfette quali quelle con la figura del mediatore che sono presso le Camere di Commercio, vedono un ricorso a tali procedure da parte dei consumatori in numero molto più limitato.

"Nei confronti delle pratiche commerciali scorrette occorrono – conclude l’Adiconsum – strumenti più incisivi come l’azione inibitoria e soprattutto l’azione collettiva".

Comments are closed.