CLASS ACTION. Confindustria: “Un provvedimento rozzo”

"E’ un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi. E i benefici per i consumatori saranno sostanzialmente risibili". Chiara la critica di Confindustria nei confronti della class action ieri approvata al Senato. Secondo le imprese il testo "presenta chiari profili di incostituzionalità perché legittima associazioni ad agire per conto di singoli senza averne il diritto. La Costituzione prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se danneggiato.

Contrariamente agli ordinamenti di altri paesi – si legge in una nota – non si definisce la platea nei cui confronti l’eventuale provvedimento del giudice produrrà effetti. E’ di estrema gravità il fatto che il testo approvato dal Senato non preveda alcuna valutazione preventiva di ammissibilità da parte del giudice per evitare azioni manifestamente infondate. Pur basate sul nulla queste azioni potrebbero portare – nel caso di società quotate – a turbative di mercato con conseguenze pesanti a danno dei risparmiatori e dei piccoli azionisti. Gli uffici giudiziari italiani già registrano tempi lunghi e un pesantissimo sovraccarico di lavoro. Saranno ora paralizzati con cause futili che impegneranno per anni giudici e strutture, a spese della collettività e delle imprese.

Si tratta quindi per Confindustria di "capolavoro negativo", che renderà ancora più complicata e difficile la vita a migliaia di piccole, medie e grandi imprese. E’ grave che la maggioranza di governo abbia anteposto logiche di puro equilibrio parlamentare alle ragioni del mondo produttivo accogliendo una proposta improvvisata ed estemporanea che nulla c’entra con la legge finanziaria. Con una fretta sospetta, evitando qualsiasi dibattito e qualsiasi confronto, si è voluto approvare un provvedimento che rappresenta una pesante minaccia per gli unici soggetti che possono assicurare la crescita economica.

Le paure di Confindustria sono per Adiconsum "artificiose". Per l’associazione "la verità è che l’azione collettiva fa paura a Confindustria perché ancora molte sono le imprese, private e pubbliche, che basano il loro business sulle informazioni ingannevoli, sulle pratiche commerciali scorrette, sulle furbizie e sui raggiri o mettendo sul mercato prodotti a rischio con la certezza oggi di restare impuniti. L’azione giuridica individuale non tutela il consumatore di fronte ad una crescita esponenziale di pratiche commerciali scorrette o ingannevoli soprattutto nei servizi pubblici liberalizzati. Vale un esempio: la vicenda dei bond. Sono state circa mezzo milione le vittime tra Parmalat, Cirio e Argentina, ma solo pochissimi consumatori sono ricorsi dal giudice. Un avvocato di un’importante banca così si confidava: "Sappiamo bene che la banca ha torto, ma se anche il giudice dovesse dar ragion al consumatore, noi ricorreremo a tutti i gradi di giudizio, perché l’obiettivo è scoraggiare tutti gli altri consumatori dal presentare ricorso". Se l’azione collettiva sarà approvata anche alla Camera, molte delle denunce fatte in questi anni rimaste insolute, potranno avere un esito diverso. Ci riferiamo ai servizi addebitati in bolletta non richiesti, alle vendite piramidali truffaldine, ai contratti di prodotti finanziari a rischio venduti con informazioni ingannevoli".

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