CLASS ACTION. Slittamento al primo gennaio: tutti i commenti

Il ministro Claudio Scajola parla di una class action in vigore dal primo gennaio? Unione Nazionale Consumatori e Adiconsum intervengono e commentano: il rinvio solo a fronte di miglioramenti e senza che sia un cedimento alle posizioni di Confindustria. Per Cittadinanzattiva, invece, si tratta di "un rinvio che sa di insabbiamento". Legambiente si dichiara contraria e parla di "un ulteriore freno alla partecipazione democratica e alla tutela dei diritti collettivi".

"Un eventuale slittamento della class action potrà essere accettato solo se porterà ad un significativo miglioramento della legge, intervenendo, ad esempio, sulla possibilità di agire contro la pubblica amministrazione e creando percorsi agevolati per le ‘small claims’ (controversie di modico valore per le quali è forte la tentazione dei cittadini di rassegnarsi e lasciar perdere) – commentaMassimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori – Se invece la proposta di rinvio è un modo ‘elegante’ per cedere alle pressioni della Confindustria, l’Unione Nazionale Consumatori la respingerà al mittente".

UNC annuncia inoltre di aver stilato, insieme alle altre associazioni, un codice di comportamento sull’uso della class action che sarà presentato domani al Ministro, nel corso del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. Quali sono dunque gli impegni per una class action responsabile? Spiega UNC: "Far precedere l’azione collettiva da un pronunciamento di condanna dell’impresa da parte dell’Autorità di regolazione o da una sentenza positiva del giudice a seguito di un’azione inibitoria; coinvolgere nell’azione più associazioni; esperire tutti i tentativi negoziali per risolvere in modo stragiudiziale la controversia".

Afferma Paolo Landi dell’Adiconsum: "Se il rinvio dovesse portare a sostanziali miglioramenti saremmo perfettamente d’accordo, ma temiamo che non sia così, viste le pressioni di Confindustria"."Fin dall’inizio abbiamo sottolineato come la normativa sulla class action fosse macchinosa, lunga, scarsamente efficace .- commenta Adiconsum – Se di questo è convinto anche il ministro Scajola avrà tutto il nostro appoggio per realizzare le modifiche e non sono i sei mesi di rinvio l’aspetto determinante".

Per l’associazione, che si dichiara d’accordo con l’estensione dell’azione collettiva anche alla Pubblica Amministrazione, le modifiche sostanziali per avere una normativa efficace sono:

  • esecutività della sentenza del giudice;
  • "no" alla doppia procedura di appello prima sul filtro (ammissione dell’azione collettiva) e poi sul merito;
  • coinvolgimento diretto delle parti in causa, impresa e associazione promotrice dell’azione collettiva, nell’attuazione della sentenza o in un eventuale accordo preventivo, eliminando l’incombenza di una procedura conciliativa assegnata al presidente del Tribunale;
  • sostituzione del meccanismo "in" (cioè la raccolta delle adesioni) con quello "out" (efficacia della sentenza anche nei confronti di coloro che non hanno dato la preventiva adesione), in vigore in tutti gli altri Paesi.

Cittadinanzattiva parla invece di "un pessimo segnale: non era certo il miglior testo possibile, ma rinviarlo sino a gennaio, dopo gli sforzi condotti dalle organizzazioni per testare nei fatti e senza speculazioni questo strumento di tutela, non è certo un buon avvio per questo Ministro". "Ci sembra solo una ennesima vittoria delle lobby, parlamentari e non, a danno dei cittadini-consumatori", prosegue l’associazione, che denuncia la "pessima notizia di un "rinvio" che sa di insabbiamento, effettuato nonostante la netta opposizione di tutte le organizzazioni dei consumatori e non solo".

Contraria allo slittamento a gennaio anche Legambiente. "Con il rinvio della class action, il governo mette un ulteriore freno alla partecipazione democratica alla vita del Paese e alla tutela dei diritti collettivi dei cittadini – commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – Siamo assolutamente contrari a questa proroga; non vorremmo che fosse la prima di tante, come si usa spesso in Italia, per rinviare alle calende greche l’entrata in vigore di una legge giusta e utile". E prosegue: "La class action può essere ritoccata e migliorata anche dopo la sua entrata in vigore; l’importante è farla partire senza indugi".

 

 

 

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