CLIMA. Commissione Ue, Rapporto IPCC conferma urgenza tagli gas

BRUXELLES – La terza parte del rapporto sul clima pubblicato oggi dal Panel intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc) conferma l’appello della Commissione Europea a un drastico taglio delle emissioni di gas serra. Lo afferma il commissario Ue all’Ambiente Stavros Dimas in una nota diffusa a Bruxelles.

Il rapporto del terzo gruppo di lavoro, indica la Commissione, "conferma l’analisi Ue secondo cui le emissioni globali devono cominciare a calare entro 15 anni e poi essere tagliate della metà rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050 se il mondo vuole avere una buona chance di prevenire cambiamenti globali irreversibili e possibilmente catastrofici": cioè limitare a non più di 2 gradi centigradi il riscaldamento globale rispetto ai livelli pre-industriali.

"Non vi è alcuna scusa per aspettare" commenta Dimas. Secondo il documento Onu, afferma la nota dell’esecutivo comunitario, "se non si intraprendono azioni urgenti, le emissioni globali nel 2030 saranno del 25-90% maggiori rispetto ad oggi, rendendo assolutamente certo che il riscaldamento globale raggiungerà livelli pericolosi". Il rapporto, aggiunge il responsabile Ue, "sostiene in pieno il parere dell’Ue secondo cui i paesi sviluppati devono ridurre le emissioni del 30% sotto il livello del 1990 entro il 2020, e che le emissioni globali devono essere dimezzate entro il 2050, se vogliamo avere una buona chance di limitare il riscaldamento globale a non piu’ di 2 gradi al di sopra del livello preindustriale".

E dunque, conclude Dimas, "è tempo che il resto della comunità internazionale segua la nostra guida e si impegni ad ambiziosi obiettivi di tagli. I negoziati su un nuovo accordo globale sul mutamento climatico devono esser lanciati alla prossima conferenza ministeriale Onu a dicembre".

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