CLIMA. Consiglio ambiente Ue approva documento. Greenpeace: “Decisione non ambiziosa”

I ministri dell’Ambiente riuniti oggi a Lussemburgo hanno approvato un testo che contiene il target di riduzione della CO2 dell’Unione europea dell’80-95% al 2050. Si tratta di un documento di indirizzo in vista del Consiglio dei capi di Stato del 29 e 30 ottobre prossimi e di una base negoziale per la Conferenza Onu di Copenaghen di dicembre. Piuttosto critico il commento di Greenpeace, per il quale è a rischio la leadership europea sul clima.

"I ministri europei dell’Ambiente hanno oggi definito la posizione europea sul clima da portare al vertice mondiale di Copenaghen – afferma l’associazione – Greenpeace constata che gli impegni europei di riduzione delle emissioni di gas serra non sono stati allineati con quanto indicato dalle analisi scientifiche, e ritiene che la decisione di oggi non sia abbastanza ambiziosa per permettere di sbloccare lo stallo dei negoziati di Copenaghen. Sarà ora il Summit dei capi di Stato, in agenda la prossima settimana, l’ultima spiaggia per fare un passo avanti concreto".

"I ministri dell’ambiente hanno dimostrato di affrontare i cambiamenti climatici solo come una mera questione politica – afferma Francesco Tedesco, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – come se non si stesse difendendo la sopravvivenza delle persone, l’accesso all’acqua e al cibo, la protezione delle proprie case. Più a lungo rimaniamo ad aspettare, più devastanti saranno gli impatti per le persone, per l’ambiente e per l’economia mondiale".

L’associazione sottolinea che "i ministri dell’Ambiente hanno confermato che l’obiettivo di ridurre le emissioni europee del 30% rimane ancora condizionato al raggiungimento di un accordo globale a Copenaghen. Tuttavia, Paesi come la Norvegia e il Giappone hanno già indicato riduzioni più ambiziose di quelle europee, in linea con le attuali indicazioni scientifiche che indicano un range che oscilla tra il 25 e il 40%, mentre il Parlamento europeo, lunedì scorso, ha già riconosciuto esplicitamente che l’Europa dovrebbe ridurre le proprie emissioni di almeno il 40% entro il 2020".

Per Legambiente, "è una buona notizia che l’Europa confermi la sua posizione negoziale sulla lotta ai cambiamenti climatici in vista della conferenza di Copenaghen, ma il mancato accordo dei ministri delle Finanze al vertice Ecofin di ieri apre una pericolosa breccia nella capacità della Ue di essere concretamente operativa": così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.

Secondo il WWF, dai ministri dell’Ambiente Ue arriva un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. "E’ stato approvato un importante obiettivo di riduzione delle emissioni europee dell’80-95% entro il 2050, ma solo una riduzione del 95% sarebbe in linea con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura media globale entro il limite cruciale dei 2°C – afferma l’associazione – Inoltre, l’Europa ha proposto obiettivi di riduzione per i settori aereo e marittimo, un’area finora mai contemplata dagli accordi internazionali; gli obiettivi sono ancora troppo bassi, ma il principio passato è importante. Il testo afferma infine che un eccesso dei crediti di emissione a disposizione in molti Paesi (la cosiddetta "hot air" o le quote in più) andrà a danno di qualunque obiettivo futuro ed è una questione che va risolta. Sebbene sia un’affermazione decisamente troppo debole, è un compromesso che tiene la porta aperta alla possibilità che questa questione venga trattata dal Consiglio Europeo".

 

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