CNCU, Saglia: “Un punto di contatto con i cittadini”

Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti rischiava di essere sciolto. A sollevare la questione era stato, a fine agosto, Antonio Lirosi responsabile Commercio e Diritti dei consumatori del Partito Democratico. Lirosi denunciava "la sopravvivenza a rischio" del CNCU a causa della mancata adozione del Decreto che lo inseriva fra gli organismi collegiali da mantenere in attività all’interno dei ministeri. Alla denuncia di Lirosi era seguito l’appello del Codacons al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Il Governo non vuole difendere i consumatori" scriveva il Codacons, chiedendo direttamente un intervento di Napolitano. Finalmente, il 15 settembre, è arrivata la buona notizia: una direttiva interpretativa del Presidente del Consiglio ha prorogato per altri due anni l’attività del CNCU. E nel giorno della prima riunione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, che è in corso presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, Help Consumatori ha fatto un quadro della situazione con il Sottosegretario allo Sviluppo Economico e Presidente del CNCU, Stefano Saglia.

Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti è stato ricostituito per altri due anni. Il Decreto però doveva essere emanato a fine giugno. Quali sono le ragioni del ritardo?

Il ritardo, seppur non eccessivo, nella ricostituzione del Consiglio è derivato dall’applicazione della normativa in materia di contenimento dei costi degli organi collegiali. Il CNCU del resto, sin dalla sua costituzione, non ha mai previsto alcuna remunerazione per la partecipazione dei propri consiglieri alle riunioni.

Un ritardo dovuto più all’assenza del Ministro dello Sviluppo Economico o ai tagli fatti dal Ministro dell’Economia?

Ritardi da parte del Ministero dello Sviluppo non ce ne sono stati, in quanto sono stati portati a termine nei tempi tutti gli adempimenti previsti (la relazione dettagliata sull’attività dell’ultimo triennio e la relazione sulla sua perdurante attività dell’organo consiliare). L’eventuale ritardo del Ministero dell’Economia è stato dovuto alla questione del contenimento della spesa negli organi collegiali. C’era bisogno di una norma interpretativa, contenuta nel provvedimento emanato dal Presidente del Consiglio.

A che punto siamo con le risorse da destinare alle attività delle Associazioni dei consumatori? Nei mesi scorsi diverse AACC hanno denunciato l’ostruzionismo fatto da Tremonti.

A oggi l’Economia ha assegnato al Ministero dello Sviluppo Economico più di 14 milioni di euro derivanti dalle multe comminate dell’Antitrust. Tale somma ha permesso alle Associazioni dei consumatori di impiegare fondi finora fino a 4 milioni e cinquecento mila euro. Sono progetti che si completeranno presumibilmente nel 2012. Dalle multe dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas sono stati assegnati quasi 900 milioni di euro, buona parte dei quali è stata destinata a progetti per la diffusione della conciliazione stragiudiziale.

Le AACC avranno risorse per le attività del 2011?

Al momento non è possibile fare alcuna previsione per i fondi relativi al 2011 in quanto dipende dalla somma che il Ministero dell’Economia rassegnerà al Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Ministero dello Sviluppo Economico come giudica l’operato delle AACC?

L’operato delle Associazioni è utile per il nostro Ministero poiché esse rappresentano un punto di contatto con i cittadini dei cui bisogni ed esigenze si fanno portavoce. Inoltre forniscono al Ministero continui spunti di riflessione che vengono valutati con attenzione.

a cura di Antonella Giordano

La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori

Comments are closed.